Nel deragliamento dei vagoni centrali di un convoglio Trenord tre donne hanno perso la vita: una cinquantina i feriti, tra i quali cinque gravi. Il telegramma del Santo Padre e la risposta dell'Arcivescovo a nome dei Vescovi lombardi

incidente-Trenord

Monsignor Mario Delpini, presidente della Conferenza Episcopale Lombarda e Arcivescovo di Milano, ha ricevuto un telegramma con la preghiera e la partecipazione del Santo Padre Francesco al dolore per le vittime e i feriti della tragedia ferroviaria di questa mattina a Pioltello.
(nel box a sinistra il telegramma).

La risposta di Delpini a Papa Francesco

«I fedeli e i pastori delle Diocesi di Lombardia ringraziano papa Francesco per la paterna vicinanza in questo momento di prova che tante famiglie e comunità delle nostre terre stanno vivendo in queste ore.
Ci uniamo alla Sua preghiera per partecipare al dolore di chi sta soffrendo per la morte di una persona cara e per le ferite e i traumi provocati dal terribile incidente ferroviario di questa mattina che ha coinvolto centinaia di persone che si stavano recando al luogo del lavoro e dello studio.
Uniti nell’invocazione al Dio della vita rinnoviamo l’impegno alla fraterna solidarietà e domandiamo agli uomini che ne hanno ha responsabilità giustizia sull’accaduto e condizioni di sicurezza per il futuro».

La cronaca

È di tre donne morte e di una cinquantina di feriti (tra cui cinque gravi) il tragico bilancio dell’incidente ferroviario avvenuto questa mattina nei pressi di Pioltello, alle porte di Milano. Un convoglio di Trenord stava viaggiando da Cremona diretto alla Stazione Garibaldi, quando – pare a causa del guasto a uno scambio – i vagoni centrali sono deragliati dai binari, andando poi a impattare su un palo.

«Ho ricevuto la notizia alle 9 e ho scoperto che nella palestra delle scuole comunali era stato attrezzato un centro di accoglienza – racconta don Marco Taglioretti, parroco di San Giorgio a Limito di Pioltello -. Abbiamo portato dei thermos con the e caffè per i feriti lievi che arrivavano e che avevano bisogno di essere assistiti».

Al dolore per le vittime si sono aggiunti tanta paura e lacrime per il forte stress. «Le persone arrivate nella palestra raccontavano gli eventi in modo concitato – aggiunge don Marco -. C’erano preoccupazione e partecipazione per chi non ce l’ha fatta, anche se non si conoscevano per niente», aggiunge. Tanta la solidarietà e l’umanità dimostrata dai volontari della Protezione Civile. Ma anche molti parrocchiani si sono resi disponibili e si sono offerti per rendersi utili. «È una delle molte occasioni in cui si sperimenta la fragilità della vita umana: si prende il treno per andare in un posto e non si arriva – nota il parroco -. E poi c’è chi avrebbe dovuto prendere quel treno e, per un motivo o per l’altro, non l’ha fatto…».

Il Vicario episcopale di Zona, monsignor Piero Cresseri, ha chiamato don Marco a nome dell’Arcivescovo e ha chiesto di trasmettere la partecipazione di monsignor Delpini alle persone coinvolte.

 

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi