Riflessioni a margine di un concerto in occasione della Giornata nazionale, realizzato da un gruppo integrato di bambini e adolescenti normodotati e con varie disabilità. Un progetto e una testimonianza da far conoscere

di Giuseppe Del Giudice
Presidente Centro ambrosiano di aiuto alla vita - Milano

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Per celebrare la 40^ Giornata per la vita e dare più impulso alla testimonianza e all’impegno contro la cultura dello scarto, seguendo l’insegnamento di papa Francesco, il Centro ambrosiano di aiuto alla vita ha organizzato a Milano un Concerto per la vita, invitando il Coro Mani Bianche del Veneto, accompagnato dall’Orchestra giovanile “Diego Valeri” di Campolongo Maggiore.
È stato un evento così emozionante, così caldo che condividerlo diventa una gioia e un invito a ripetere eventi come questo in tante parti d’Italia, da parte di altri Centri di aiuto alla vita. Il Coro Mani Bianche del Veneto nasce da un progetto che si ispira al programma di educazione speciale del maestro J.A. Abreu sul finire degli anni ‘70, che mirava a integrare nella società persone che venivano considerate marginali, quelle con deficit e i cosiddetti “casi difficili”.
Il coro Mani Bianche del Veneto è il primo e unico coro del Veneto che lavora con la tecnica del Manos Blancos Venezuelano. Un coro integrato di bambini e adolescenti normodotati e bambini e ragazzi con varie disabilità (di udito, di linguaggio, di apprendimento, di movimento) che interpretano la musica attraverso la voce e la gestualità, cantando con le mani calzate dai guantini bianchi, coreografando la lingua dei segni (lis), con un’espressività musicale.
È evidente che la testimonianza del Coro Mani Bianche porta verso il superamento delle barriere della diversità, della diffidenza e contro la cultura della scarto. Una testimonianza di amore per la vita al di là delle difficoltà, delle sofferenze, delle fatiche del quotidiano che son insite nell’esperienza umana, ma che l’uomo di oggi tende a negare, sviluppando la cultura dello scarto nell’affannosa ricerca di un benessere che si basa spesso solo su beni materiali e superflui.
A dare forza alla testimonianza del Coro è l’Orchestra giovanile “Diego Valeri”, costituita nell’ambito del progetto “Laboratorio Musicale” da Giuseppe Laudani, docente dell’Istituto comprensivo “Diego Valeri” di Campolongo Maggiore. La formazione orchestrale è composta da musicisti di età compresa tra i 9 e 25 anni, dove l’obiettivo non è quello di diventare «virtuosi di uno strumento per primeggiare», ma di «crescere insieme», senza lasciare nessuno indietro, in armonia come la musica richiede e come si può sperimentare anche nella vita. Innescando nei giovani meccanismi virtuosi non di competizione, ma di condivisione, come quando uno degli studenti più bravi insegna agli altri che hanno appena iniziato e come quando a turno si esibiscono come solisti in qualche brano.
L’emozione, il calore, l’armonia della musica che penetrava nei cuori si è trasformata in un inno alla vita quando il Coro e l’Orchestra hanno inondato il teatro con le note e le parole di «Una voce sola» il cui testo recita: «Una voce, una voce sola, alta come il luccichio delle stelle, sussurrata come carezza di mamma, che addormenta i sogni di un bambino. Una voce che unisce i timbri del tempo, di chi ha già perso la voce e di chi canta per loro. Una voce che fonde in un unico suono, la bellezza del donare gioia, un canto che sgorga dal cuore. Una voce, una voce sola, per quelli che sono già nati e per quelli che verranno».
Il testo è magnifico, ma la voce dei bambini, il volteggiare delle manine calzate dai guantini bianchi, la melodia degli strumenti musicali è indescrivibile (chi vuole farsi un’idea può andare sul sito www.cavambrosiano.it).
L’amore dà sempre vita, è il messaggio centrale della 40^ Giornata per la vita ed è la testimonianza che ha portato per noi il Coro Mani Bianche del Veneto, l’amore della famiglia per i figli, al di là delle difficoltà ma soprattutto dei pregiudizi e della diffidenza di una società che vorrebbe eliminare tutto quello che non risponde a legge di mercato.
L’amore di una insegnante, che si dedica ai bambini non solo con piani d’istruzione, a volte svuotati del senso della vita, ma con un’esperienza di condivisione, di armonia, di crescita globale.
L’amore di un maestro che accompagna i giovani in un’esperienza che li arricchisce della relazione con l’altro e non li spinge verso un etica individualista e di sopraffazione.
Come hanno indicato i vescovi, il mondo ha enorme bisogno, per cui si aspetta dai cristiani, l’annuncio della buona notizia per vincere la cultura della tristezza e dell’individualismo, che mina le basi di ogni relazione. Un annuncio dell’amore paterno e materno che sempre dà vita, che contagia gioia e vince ogni tristezza.

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