Iniziativa gratuita di Politecnico, Cattolica, Bocconi e Istud, finanziata da Regione, Presidenza del Consiglio e Ue, rivolta a cooperative, onlus, associazioni non profit, enti, banche e imprese. Iscrizioni aperte, inizio del corso il 15 giugno

di Gemma DELL’ACQUA

studenti

Solo in Lombardia ci sono 1.186 beni confiscati alla criminalità organizzata: 963 sono ancora in attesa di essere presi “in carico” e utilizzati con finalità sociali, ricreative e formative. Per questo Regione Lombardia – che si sta dotando del primo Modello di governance sui beni confiscati – ha coinvolto tre Atenei e una Fondazione per attivare un corso gratuito di gestione manageriale di questo patrimonio sottratto alle mafie e creare così nuove opportunità di sviluppo economico e culturale attraverso il loro riutilizzo legale.

«Obiettivo del progetto – spiega Alberto Grando, docente Sda Bocconi – è quello di dare una risposta organica e multidisciplinare alla valorizzazione e alla gestione del corposo patrimonio immobiliare confiscato, in modo da produrre una nuova ricchezza economica e sociale da ridistribuire nel Paese, come compensazione di quello che prima è stato tolto. Partecipare al corso significa per noi dare un concreto contributo alla diffusione di cultura manageriale utile alla valorizzazione della legalità».

Il progetto si articola in 9 lezioni che si svolgeranno a Milano al Politecnico, in Cattolica, alla Sda Bocconi e alla Fondazione Istud, con la partecipazione di realtà che da anni si impegnano nella lotta alle mafie, come l’associazione Libera. Possono partecipare cooperative, onlus, associazioni non profit, banche etiche, fondazioni, enti pubblici e imprese, nonché ordini professionali. Le lezioni riguardano diritto tributario, profili giuridici d’impresa, modelli di governance, sviluppo di un piano strategico e finanziario, specificità gestionali dei patrimoni e delle attività economiche sottratte alla criminalità e management d’impresa sociale. Si terranno dalle 9 alle 18 e inizieranno il 15 giugno per concludersi il 29 settembre. Sono disponibili ancora pochi posti.

Info: Fondazione Istud (Eva Lo Iacono: tel. 0323 933801; eloiacono@istud.it).

 

 

 

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