Ha servito i pasti alla storica Mensa di corso Concordia sposando il progetto pensato per celebrare il 60° anniversario dell’Opera, realtà di aiuto ai poveri e punto di riferimento per chi soffre

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Foto del servizio: Isabella Balena©

Il suo gruppo ha fatto la storia della musica italiana degli ultimi anni, e averlo in Opera San Francesco come “Volontario all’Opera per un giorno” è stato un vero piacere. Elio, all’anagrafe Stefano Belisari, è solo l’ultimo dei numerosi personaggi che si sono avvicendati nei servizi di Osf per indossare i panni del volontario. Da subito partecipe e interessato a conoscere come lavora concretamente Opera, Elio ha dato il meglio di sé al self service quando ha dovuto scodellare la pasta agli uomini e alle donne presenti in Mensa.

Non è però l’unico servizio che Elio ha visitato perché – accompagnato da fra Marcello Longhi, presidente di Osf – ha visto anche le docce e il guardaroba, dove fra Domenico gli ha spiegato le attività svolte all’interno a cura dei volontari. Altra tappa è stata quella al Servizio Accoglienza, dove ad attenderlo c’era Alessandro Ubbiali, il referente, che ha spiegato a Elio chi accede allo sportello e quali sono i bisogni più frequenti.

Indossato il grembiule e il badge, infine, ha affrontato il turno di volontariato nella storica Mensa di corso Concordia: qui il cuoco Francesco, gli altri colleghi volontari e il responsabile Andrea Rossetto lo hanno aiutato affinché si sentisse a suo agio nel suo nuovo ruolo. Finito il suo lavoro, a caldo Elio ha dichiarato: «Opera San Francesco, dopo quest’esperienza, è per me indispensabile e insostituibile, un’eccellenza in città. Chi fa del bene non è cretino, come si suole pensare oggi. Anzi. Dare è quasi un gesto di egoismo, si riceve talmente tanto in cambio, che è proprio bello farlo. Bisogna continuare a fare del bene, a donare».

L’esperienza di Elio consolida il nuovo progetto di Osf “Volontario all’Opera per un giorno” ideato per celebrare in modo concreto l’anniversario di Osf: il 20 dicembre 1959, 60 anni fa, Fra Cecilio – portinaio del convento di viale Piave – inaugurava la Mensa dei Poveri di corso Concordia, quella che tutt’oggi è capace di offrire fino a 2500 pasti al giorno a chi si trova in difficoltà. Il primo servizio di Osf, al quale negli anni sono susseguiti molti altri, allo scopo di dare un sostegno concreto a chi soffre.

Da allora infatti, uomini, donne e famiglie, italiani e stranieri, possono contare su due Mense – a quella storica si è infatti aggiunta la più recente in piazzale Velasquez; un Servizio Docce e Guardaroba che permette loro di lavarsi e avere degli abiti puliti; un Poliambulatorio grazie al quale ricevono cure mediche e medicinali gratuitamente; l’Area Sociale che offre supporto per la ricerca di lavoro, guida e assiste gli utenti che intendono riprendere in mano la propria vita professionale, sociale o hanno necessità di una sistemazione abitativa – attraverso il Progetto Housing First e Housing Sociale. Senza dimenticare il Centro Raccolta dove i cittadini possono consegnare le loro donazioni di indumenti o medicinali che andranno a beneficio dei poveri.

Solo nell’ultimo anno Opera San Francesco per i Poveri ha distribuito 712.300 pasti, 57.520 ingressi alle docce, 9.130 cambi d’abito e 36.300 visite mediche. Tutto questo è da sempre reso possibile grazie a un grande numero di volontari, persone che hanno deciso di impegnarsi concretamente in favore del prossimo meno fortunato. Quasi 1000 cittadini – 200 dei quali medici – che permettono ogni giorno il perfetto svolgimento di tutte le attività di aiuto di Opera San Francesco.

«Ciò che desideriamo – dichiara Fra Marcello Longhi – da sempre, ma ancor di più in questo anno per noi importante, è far conoscere a quante più persone possibili la qualità della vita e le necessità dei tanti poveri che ancora vivono nelle nostre comunità, accanto a noi. “Volontario all’Opera per un giorno” è un progetto nato a questo scopo. OSF per chi soffre lavora da 60 anni con impegno e professionalità: ogni giorno infatti offriamo a chi è in difficoltà e si sente solo, non solo aiuto concreto, ma anche ascolto e conforto, basilari per riacquistare la dignità perduta. Ma non è mai abbastanza: occorre quindi migliorare i nostri servizi e per farlo serve il pensiero, il supporto e l’impegno di tutti, in prima persona, senza voltarsi dall’altra parte. Così il mio augurio per OSF non può che essere che, in questo 2019 e in futuro, continui a essere il luogo dove rinascono la dignità e la speranza»

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