Compie 5 anni il sito internet di audio e video cattolici italiani ideato da Silvio Ottanelli, diventato ormai un punto di riferimento nella Rete.

cerco il tuo volto

Il prossimo 14 dicembre «Cerco il Tuo volto», sito internet di audio e video cattolici italiani, compie cinque anni e benché sia un numero piccolo, nel web invece è da considerarsi una conquista. Questa esperienza nasce dall’intuizione di Silvio Ottanelli che confida: «La scelta del nome “Cerco il Tuo volto” è stata dettata dal fatto che volevo sottintendere con questo titolo una ricerca non solo da offrire agli utenti, ma anche un cammino a livello personale».

Con il passare del tempo, «Cerco il Tuo volto» si è ampliato notevolmente soprattutto in fatto di articoli, considerando che sono più di 7000, ma si è ampliato anche verso, e grazie, ai social network come Facebook, Twitter, YouTube, Google Plus, Tumblr, Delicious, ed ultimamente anche Pinterest.

«L’ingresso di questi nuovi mezzi di comunicazione – spiega Ottanelli – oltre ad aver aumentato la conoscenza del sito, ha aumentato anche le possibilità di condivisione di notizie. Per quanto riguarda YouTube, che io considero pur sempre un social network, è un luogo aperto, più aperto rispetto agli altri social network dove ci si segue solo per interesse; infatti, se su Facebook esistono i gruppi e le pagine fan, su Google+ le proprie cerchie e su Twitter gli utenti che più ci interessano, su YouTube è molto probabile essere visti anche da persone che la pensano al contrario rispetto a noi».

Essere presenti in una rete sociale richiede uno sforzo costante per poter portare avanti un qualsiasi progetto e appena subentra un minimo disinteresse da parte di chi organizza, anche l’utente tende a lasciar andare. «Questa è una regola fondamentale e nel web è più accentuata – conferma Ottanelli -. Al momento ho quasi trovato il mio giusto punto di equilibrio. Se non avessi un sito che necessita un aggiornamento costante, molto probabilmente non utilizzerei i social network per più di 15-20 minuti al giorno. Far parte di un social network comporta avere tanto tempo da dedicarvi e con l’aumentare delle relazioni ne serve ancora di più».

Stimolante anche la testimonianza di don Paolo Padrini, prete della diocesi di Tortona, collaboratore del Pontificio Consiglio comunicazione sociali, che ha fondato Mediacath per il supporto alla evangelizzazione attraverso i nuovi media e ha ideato iBreviary.

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