Marco racconta il suo cammino con il Cenacolo e i saluti agli amici (credenti e non) prima di entrare in Seminario

di Martino INCARBONE

«Il cammino del Cenacolo accompagna un giovane a discernere quella che è la chiamata personale del Signore per ciascuno – spiega Emanuela Rota, responsabile del cammino -. Il tema di quest’anno sarà il tema della preghiera, che preparerà poi al tema dell’anno prossimo, quello appunto del discernimento. È come dire che la preghiera aiuta a scegliere». E i giovani del Cenacolo scelgono davvero, proprio perché il cammino non dura per sempre: c’è chi lascia il Cenacolo per iniziare un Percorso fidanzati e c’è anche chi, come Marco Trevisanut, di Casciago in provincia di Varese, giovedì scorso è entrato nella comunità del Seminario a Seveso. Marco è un giovane di 22 anni e si è laureato quest’estate in filosofia all’Università San Raffaele a Milano, con una tesi sulla Fenomenologia della religione.

Marco, come è stata questa settimana di passaggio?
La maggior parte delle energie sono state dedicate per salutare tutti gli amici. Nel prossimo periodo ci vedremo un po’ di meno con loro: è stato molto bello alzarsi presto, andare a dormire tardi a furia di parlare con le persone. Sono rimasto stupito in particolare dagli amici che non condividono con me la fede; uno potrebbe pensare, “tu sei pazzo ad entrare in un posto del genere”, invece sono stato molto contento perché da parte loro ho sentito molta stima. E poi dall’altra parte tutti gli amici credenti, se sai che hai un’armata che prega per te, allora troveremo un modo per superare le difficoltà.

Come ha conosciuto il cammino del Cenacolo?
In quinta superiore ho frequentato il Gruppo Samuele e alla fine erano proposte varie uscite, una delle quali era quella per conoscere il Cenacolo. Contemporaneamente, don Luca Ciotti mi ha invitato alla vacanza dell’Azione cattolica 18-19enni di Santa Caterina. Ho accettato, sono andato, e sono tornato entusiasta da quella vacanza: per questi due motivi ho scelto di iniziare il cammino del Cenacolo.

Ci racconti di questo cammino…
È un cammino concreto che ti permette di verificare alla luce del Vangelo i tuoi atteggiamenti direttamente nella vita quotidiana. Quando ho iniziato non avevo in mente di entrare in seminario. Nel momento però in cui mi sono posto la domanda, gli anni di cammino del Cenacolo mi hanno dato tanto materiale in base al quale sono riuscito a rispondere sì. In ogni caso è un cammino che punta in alto, con persone che ti aiutano e ti accompagnano a puntare in alto.

Qual è un ricordo di questo percorso che rimarrà nel suo cuore?
Sicuramente il momento più bello è quello delle promesse di povertà, castità e obbedienza, in particolare le prime promesse: è un primo sì importante che dici a Dio. Ovviamente nascono dubbi e interrogativi, non sapevo se sarei stato in grado di portarle avanti. Però non sei da solo, ti senti davvero accompagnato dalla comunità nella tua vita di tutti i giorni e verso le scelte del futuro.

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