Una folla colorata e festante ha partecipato questa mattina alla messa di Benedetto XVI. Ora la festa continua, in famiglia e nei luoghi di lavoro

di Luisa BOVE

family messa

Con un lungo, lunghissimo applauso a Benedetto XVI al termine della Messa a Bresso si è concluso il VII Incontro mondiale delle famiglie ospitato dalla diocesi ambrosiana. Ora il testimone passa a Filadelfia, come annunciato dal Papa all’Angelus. Il popolo del Family si è raccolto questa mattina intorno al Pontefice per la solenne celebrazione eucaristica ed è stata davvero una festa, perché si è svolta in un clima di gioia, ma anche di raccoglimento e preghiera. E la mondialità spiccava per gli abiti, i colori e le fantasie tipiche di certi Paesi, addirittura un gruppo di africani ne ha confezionati con il logo del Family. Anche le bandiere, sventolate con orgoglio dai pellegrini prima della Messa, segno di appartenenza e di un’identità, esprimevano una gioia incontenibile. Tra la folla, anche qualche musulmano, che non voleva mancare all’appuntamento col Papa e badante che spingeva la carrozzina della persona anziana che assiste da tempo.

Ma ancora una volta, la grande partecipazione era quella delle famiglie, genitori con in braccio figli piccolissimi, anche di poche settimane, e poi tanti ragazzi (come quelli che c’erano ieri a San Siro) e adolescenti, i più difficili da convincere a restare aggrappati al Signore. Forse hanno pensato che l’evento eccezionale di questa mattina non andava perso e magari qualcuno di loro troverà il coraggio di raccontarlo a scuola domani… E proprio alle famiglie il Papa ha rivolto parole incoraggianti perché sa che vivono «una vocazione non facile» e ha assicurato che la Chiesa è vicina anche a chi è toccato da «esperienze dolorose di fallimento e di separazione».

Una celebrazione molto curata, nei canti, nei gesti, con letture e preghiere dei fedeli nelle diverse lingue, perché tutti potessero partecipare e sentirsi parte di un’unica Chiesa attorno al successore di Pietro. Come un grande abbraccio è stata l’accoglienza calorosa riservata a Benedetto XVI fin dal suo ingresso con la papamobile per raggiungere l’altare.

Per Milano è stato davvero un evento unico, non c’è famiglia, gruppo o coppia che prima di lasciare Bresso, «il grande tempio a cielo aperto», come lo ha definito l’arcivescovo Angelo Scola, non abbia scattato qualche foto, anche solo col telefonino, per poter dire, tornando a casa: quel giorno c’ero anch’io.

Per tutti ora il rientro a casa, ma la festa continua, in famiglia e nei luoghi di lavoro. È questa la vera testimonianza cristiana e il messaggio che il Family 2012 lancia al mondo.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi