Il calendario delle solenni celebrazioni presiedute in Duomo dall'Arcivescovo il Giovedì santo e durante il Triduo

messa crismale 2015

Ecco il programma delle celebrazioni presiedute dall’Arcivescovo in Duomo il Giovedì santo e durante il solenne Triduo pasquale, nel quale si fa memoria e si celebra il mistero della Passione, Morte e Risurrezione del Signore Gesù, culmine della Settimana autentica (questo il nome che tradizionalmente viene assegnato alla Settimana Santa) e centro di tutto l’anno liturgico.

Giovedì santo, 29 marzo

Al mattino, dalle 9.15 in Duomo, l’Ora Terza e la Santa Messa Crismale, nella quale l’Arcivescovo, che concelebra con il clero diocesano, benedice gli Oli santi del Crisma, dei Catecumeni, degli Infermi, che saranno poi inviati a tutte le parrocchie della Diocesi per la celebrazione dei sacramenti. In questa Messa – una  delle  più  solenni  di  tutto l’anno liturgico -, l’omelia è specificamente dedicata al tema del sacerdozio. Per il mattino del Giovedì santo i libri liturgici prevedono che l’unica celebrazione eucaristica per tutta la Diocesi sia la Messa Crismale. La Cattedrale si trasforma così nel centro liturgico di tutta la Chiesa ambrosiana. Con particolare evidenza l’unità del presbiterio con il vescovo si manifesta, dopo l’omelia, nella rinnovazione delle promesse sacerdotali. Prima di consacrare il Crisma si è conservata la tradizione di infondere nell’olio balsami e aromi; l’Arcivescovo compie anche l’antico rito dell’insufflatio, soffiando sull’olio da consacrare: pare che originariamente questo gesto avesse un significato simile a quello degli esorcismi.
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La sera, alle 17.30 in Duomo, l’Arcivescovo presiede la Santa Messa in Coena Domini e il rito della lavanda dei piedi, che commemora il primo atto della Passione del Signore, con l’istituzione dell’Eucarestia: si apre il Triduo pasquale. Si avvia così la riproposizione della Passione di Gesù, a cominciare dall’Ultima Cena con i discepoli e fino al rinnegamento di Pietro. Il rinnovarsi misterico dell’ultima cena raggiunge il culmine nella comunione eucaristica al corpo e al sangue del Signore, offerti all’assemblea sotto le specie del pane e del vino. Al termine l’Eucaristia verrà solennemente riposta per l’adorazione dei fedeli nella cappella del transetto settentrionale.
Il rito della lavanda dei piedi, collocato prima della Messa, esprime l’obbedienza al mandato del servizio fraterno e la richiesta di «purificare i cuori» dalla colpa prima di accedere ai giorni più santi dell’anno. Quest’anno vede al centro 12 giovani di 12 nazionalità diverse, in omaggio al Sinodo dei giovani del prossimo ottobre e al Sinodo diocesano minore attualmente in corso.
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Venerdì santo, 30 marzo

La celebrazione della Passione del Signore, alle 17.30 in Duomo con l’Arcivescovo, è la naturale continuazione dei riti del Giovedì santo, nonché il suo compimento, e trova il suo vertice nell’annuncio della morte di Cristo in croce. La narrazione degli avvenimenti evangelici riprende esattamente dal punto in cui era stata interrotta il giorno precedente e prosegue fino al momento della sepoltura del Signore.
Il Venerdì santo, nella tradizione ambrosiana, è giorno strettamente aliturgico (in Duomo inizia alle 8.15, con l’Ufficio delle Letture, Lodi e Ora Terza, presieduto dall’Arcivescovo): non solo infatti non si celebra la Messa, ma, a differenza del rito romano, neppure viene distribuita la Comunione eucaristica, per sottolineare che l’atto celebrativo con cui si compie la memoria liturgica della morte del Signore è proprio la solenne proclamazione della sua Passione.
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Sabato santo, 31 marzo

Anche questo è giorno aliturgico: è infatti interamente riservato al silenzio davanti al sepolcro di Cristo e all’attesa orante della risurrezione del Signore. Alle 8.15 ufficio letture, lodi mattutine e Ora Terza. Alle 21 in Duomo si tiene la Solenne Veglia pasquale di Risurrezione, la celebrazione più importante di tutto l’anno liturgico, presieduta dall’Arcivescovo. La Veglia inizia con l’accensione del cero. Al centro della ricca catechesi biblica delle nove letture risuonerà l’annuncio «Cristo Signore è risorto!», che l’Arcivescovo proclamerà dall’altare, rinnovando per l’oggi il messaggio apostolico. Nella Veglia pasquale i catecumeni completano l’iniziazione cristiana e ricevono il Battesimo.
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Domenica di Pasqua, 1 aprile

Alle 11, in Duomo, l’Arcivescovo presiede il Solenne Pontificale di Pasqua e alle 16 i Vespri e la Benedizione eucaristica. Fra i testi liturgici della Domenica di Pasqua spicca, dal punto di vista storico e dottrinale, il prefazio, un testo fra i più antichi di tutto il patrimonio liturgico ambrosiano, esclusivo della tradizione milanese. Ma c’è anche un testo di sant’Ambrogio che merita di essere citato: è l’inno da lui composto per il giorno di Pasqua e che la liturgia ambrosiana ha sempre conservato, nella sua ufficiatura, per l’intero Tempo Pasquale, dalla Domenica di Risurrezione fino alla Pentecoste. Inizia con le parole «Hic est dies verus Dei»… «Questo è il vero giorno di Dio, radioso di santa luce, nel quale il sacro sangue di Cristo ha deterso i vergognosi crimini del mondo».
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