Le “provocazioni” che introdurranno l'intervento di padre Ermes Ronchi nella prima catechesi

di Efrem GIANOLA
Spinner nell’ambito del cammino «Varcare la soglia»

esercizi spirituali

«Varcare la soglia»: questo è stato il tema ed il filo conduttore del cammino dei giovani della Diocesi di Milano nell’Anno della fede. Tante sono state le domande emerse durante gli incontri del gruppo di giovani Spinners (che hanno svolto il compito di raccordo tra l’Arcivescovo e i gruppi giovanili, ndr) e a molte di queste il cardinale Angelo Scola ha dato delle risposte che sono state spunto di riflessione per tutti i giovani. Molti interrogativi rimangono nel cuore di ciascuno e, come se si stesse interpretando Il Piccolo Principe, durante il viaggio della vita si sperimenta la necessità di trovare risposta a ciò che ancora si ignora. Vivendo nella società attuale è però difficile riuscire a mettere a fuoco le giuste risposte; il «Principe di questo mondo» espone invece a una grande varietà di idee, opinioni, esperienze che rischiano di far sprofondare nel dubbio, piuttosto che far emergere la Verità. Ed allora, come fare per riuscire davvero a «Varcare la soglia»? Come trovare risposta ai dubbi per essere finalmente «Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede», cosicché questa certezza possa essere la base per la ricerca dell’identità di «buon grano» a cui ciascuno aspira?

Una prima difficoltà che un giovane oggi trova nella ricerca della propria identità è sicuramente quella di individuare le grandi domande: fede e ragione, sofferenza e male, Dio e la vita quotidiana, catechismo e relativismo. La frenesia, l’indifferenza, la superficialità del mondo moderno sembrano dire di evitare queste domande, di vivere alla giornata senza troppe preoccupazioni. Questa strada porta inevitabilmente al grosso rischio di frantumare la propria identità, a essere in balia delle mode e della mentalità politically correct, senza così essere in grado di crearsi una coscienza radicata in qualcosa di vero. Nella frantumazione della vita uno snodo particolarmente importante è quello del nesso tra fede e ragione. Oggi la cultura e la formazione personale di ciascuno fanno si che la propria fede non possa più essere presentata agli altri senza integrare il Vangelo, il Credo, con una dimensione anche storica e razionale. Allo stesso modo il binomio fede-ragione è sicuramente anche determinante per la crescita personale. Tutto questo non può che favorire il passaggio dalla convenzione alla convinzione spiegata dal Cardinale nella sua lettera pastorale Il campo è il mondo.

C’è infine un altro aspetto della nostra vita che sentiamo particolarmente importante per essere aiutati nella ricerca della nostra identità: la preghiera. Parole come veglia, adorazione, invocazione, sono ormai viste nel mondo come attività anacronistiche e irrazionali. Per un giovane cattolico significano piuttosto il tempo in cui scoprire nel rapporto col Signore i valori della propria vita e cercare la direzione verso cui tendere. «Signore, insegnaci a pregare»: questa la richiesta dei discepoli a Gesù. Oggi i soggetti cambiano e la stessa domanda è rivolta dai giovani alla Chiesa affinché essa sostenga  il cammino di ricerca di ogni giovane che desidera trovare la propria identità.

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