Redazione

Musica, canto e gioco sono il massimo per abbattere il muro quando non ci si conosce. Lo sanno bene i ragazzi che frequentano i nostri oratori…

Sabato pomeriggio le famiglie che ospitano i ragazzi della Diocesi di Milano hanno trasformato in palcoscenico e “area di gioco” il sagrato della chiesa di San Tommaso Moro. Alle 15 un sacerdote italiano ha celebrato la santa messa, a cui hanno partecipato anche alcune famiglie tedesche. Subito dopo, davanti alla chiesa tutto era già pronto per il “festival”, uno dei momenti organizzati perché le due diocesi potessero fare comunità.

Guest star della giornata i “Los Masis”, un gruppo di musicisti boliviani. Concerti, partite di pallavolo a squadre miste e vassoi stracolmi di dolci fatti in casa. Lo spiazzo di cemento davanti alla chiesa è quasi scomparso sotto i tavoli e le panche di legno. Al sole di metà agosto i giovani della parrocchia hanno suonato canti sacri, ma anche gli italiani sono stati coinvolti: microfoni, chitarre e tamburi sono passati di mano per dar vita a un concerto italo-tedesco.

Tutta la comunità cattolica di Daun ha fatto la sua parte. I bambini ballavano, le mamme preparavano wafer caldi e barman sedicenni servivano cocktail “esotici e senza alcol” dal bancone di una roulotte. Dopo una cena offerta dai vigili del fuoco, la serata si è conclusa con la preghiera. All’interno della chiesa, il tappeto per terra e i canti in diverse lingue europee hanno rievocato l’atmosfera della comunità francese di Taizé. Un simbolo di dialogo e apertura all’altro, in linea con lo spirito del gemellaggio e dell’incontro di Colonia.

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