La riapertura sabato 1 febbraio con un concerto alle 21: domenica 2, alle 16, solenne celebrazione presieduta dal cardinal Scola. E nel prossimo triennio sono previste numerose iniziative in preparazione al quinto centenario del miracolo mariano, avvenuto il 28 febbraio del 1522.

Treviglio
Le foto del servizio sono di Tino Belloli

È stato un lavoro lungo e complesso, ma ora finalmente i lavori di restauro sono finiti e dal prossimo 1° febbraio il Santuario della Beata Vergine delle Lacrime di Treviglio, in provincia di Bergamo torna ad accogliere fedeli e visitatori: per celebrare l’evento è in programma, alle 21, un concerto del Coro Icat, mentre domenica 2 febbraio, alle 16, una solenne concelebrazione sarà presieduta dal cardinale Angelo Scola.

I lavori di ristrutturazione del santuario, che hanno interessato sia l’esterno sia l’interno del sacro edificio, sono costati quasi 4 milioni di euro, una cifra raccolta attraverso donazioni da parte dei trevigliesi, ma anche con la vendita di immobili di proprietà della parrocchia.

Intanto il parroco monsignor Norberto Donghi ha annunciato alcuni eventi che saranno realizzati in vista delle celebrazioni per il quinto centenario del miracolo che vide la Madonna lacrimare, prodigio avvenuto proprio il 28 febbraio del 1522.

Il calendario comprende inoltre, per il 15 febbraio (ore 21), lo spettacolo teatrale Che allegria c’è? L’Innominato a Treviglio, a cura di Carlo Pastori (una piéce in musica e parole sul personaggio manzoniano dei Promessi sposi).

Dal 3 al 9 febbraio il parroco, accompagnato da 54 concittadini, si recherà in Sicilia per proporre il gemellaggio con il Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa (alcune reliquie della Vergine siracusana verranno accolte nel mese di maggio del 2021 all’interno del santuario trevigliese). Quest’anno invece, da domenica 24 a domenica 31 maggio verrà ospitata a Treviglio la statua della Madonna pellegrina di Fatima.

Il miracolo delle lacrime nella città della Gera d’Adda risale al 28 febbraio 1522 quando, alle 8 di mattina, l’immagine della Madonna dipinta su un muro della chiesa di Sant’Agostino annessa al monastero delle agostiniane (che si ergeva sul luogo dove in seguito è stato costruito il santuario) incomincia a spargere abbondanti lacrime dagli occhi e sudore da tutto il corpo mentre la figura del Bambino rimane asciutta. I soldati francesi che stavano assediando la città (e che attendevano l’ordine di distruggerla) constatano il fatto e, profondamente scossi, informano il generale Odet de Foix Lautrec che, a cavallo, giunge subito sul posto e verifica quanto accaduto. Il comandante delle truppe occupanti, alla vista del prodigio, decide di risparmiare Treviglio dall’assedio e dal sacco. Saputa la notizia, tutta la città esulta di gioia, le campane suonano a festa mentre il generale e gran parte degli ufficiali, in ginocchio davanti all’effige della Vergine piangente, depongono ai piedi della Madonna le loro armi e le corazze.

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