Redazione

PORTATORI DI VALORI CONDIVISI. «Per la prima volta nella storia della Repubblica, gli elettori italiani non avranno candidati per i quali votare. L’unica scelta sarà il partito… Addio preferenze, ora liste bloccate, con i nomi nell’ordine voluto dal partito… Ci sembra un punto di degenerazione della democrazia, che avrà forse avuto precedenti altrove, in ogni caso penosamente negativo per noi».

Lo dice Francesca Sacchi di Rinascita cristiana (Rc), sottolineando che «la campagna elettorale è diventata un rimbalzo di accuse e intimazioni e il gioco è essenzialmente dei mass media».

In prospettiva, Rc afferma che è «importante che al centro del dibattito politico vi siano i temi dell’Europa e del rinnovamento dell’Onu per risolvere i problemi della pace e della crescente povertà mondiale e vigilare perché sempre si applichi il rispetto delle minoranze, delle culture e delle religioni di cui anche i nostri immigrati sono portatori».

Altro aspetto rilevante è costituito dal «tema della legalità e della moralità che tocca tutta la società italiana, cittadini e politici; il rispetto della Costituzione; la tutela dei valori della famiglia e della vita senza dannose contrapposizioni ma cercando la più ampia convergenza tra visioni differenti». Di fronte alla difficoltà di fare sintesi, secondo Rc, «nel silenzio di attente letture (i programmi) riflettiamo, valutiamo e agiamo per una presa di responsabilità che ci porti a scegliere quei portatori di valori che da sempre ci accompagnano nel cammino di credenti».

"NO" ALLA DEMONIZZAZIONE. «Chiunque uscirà vincente dal confronto elettorale del 9 aprile si troverà subito davanti a un’esigenza espressa da più parti e che anche la Fuci avverte come prioritaria: il recupero della serenità nel confronto politico». Lo dice la presidenza nazionale della Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana).

«La campagna elettorale attualmente in corso ha infatti usato quotidianamente un registro sopra le righe, facendo passare per operazione ordinaria la demonizzazione dell’avversario», prosegue la presidenza Fuci, secondo la quale «recuperare il rispetto della persona, quando anche si tratti di un antagonista, riscrivere un codice etico largamente condiviso del dibattito politico, sembra urgente per attutire una crisi indotta di fiducia del cittadino nei propri rappresentanti, di qualsiasi schieramento».

Altri aspetti importanti sono rappresentati dall’incertezza che investe i giovani («lunghi tempi di attesa di un lavoro», «difficoltà a formare nuove famiglie», «disaffezione alla politica»). Pertanto, «chiunque governerà il Paese da aprile in poi non può non guardare al futuro di tutti, ripartendo da un’attenzione particolare alle nuove generazioni».

Infine, per la Fuci, è importante che «la nuova classe dirigente torni a scommettere con convinzione sulla formazione e sulla ricerca, quindi che tenga maggiormente in considerazione la voce dell’università».

«DIRITTO ALLA VITA, DIFESA DELLA FAMIGLIA CRITERI DECISIVI DEL VOTO». «Il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale e il riconoscimento della famiglia fondata sul matrimonio devono costituire il criterio decisivo del voto del 9 e 10 aprile».

Lo ha detto nei giorni scorsi, in una conferenza stampa a Montecitorio, il presidente del Movimento per la Vita, Carlo Casini. L’incontro è stato promosso per presentare la posizione delle due candidate Paola Binetti (Margherita) e Luisa Santolini (Udc), accomunate da una «intensa militanza» in ambito cattolico per la difesa della vita, pur se oggi schierate su due fronti opposti.

«E’ singolare questa situazione», ha detto Casini, «che conferma quella “trasversalità” che ha contraddistinto diversi momenti e fasi della passata legislatura. Di certo entrambe le candidate sono accomunate dai valori della vita e condividono i 4 obiettivi di fondo che ci siamo dati: difesa assoluta della legge 40, rivedere la legge sull’aborto per tutelare maggiormente il nascituro, no a ogni forma di eutanasia più o meno “mascherata”, difesa della famiglia e no a Pacs e unioni omosessuali» .

«Mentre nella precedente campagna elettorale avevamo chiesto ai candidati vicini alle nostre posizioni di firmare un “impegno” per un’azione parlamentare a difesa della vita», ha proseguito Casini, «in questa tornata elettorale abbiamo scelto un’altra strada: portare in Parlamento una piattaforma sui "valori della vita”. La nostra scelta è stata di realizzare un dossier, un numero speciale della rivista Sì alla vita, che analizza i grandi temi di aborto, eutanasia, fecondazione assistita, leggi sulla famiglia. Non vogliamo “insegnare” come e per chi votare, ma aiutare la riflessione sui temi fondamentali, mettendo a confronto i programmi dei due schieramenti».

Casini ha aggiunto che il dossier sarà inviato a tutti i candidati e diffuso anche tra la popolazione per un’ampia sensibilizzazione sui temi della difesa della vita. Casini ha concluso ricordando che tale impegno «esige una trasversalità politica che superi i confini dei partiti e degli schieramenti, così come è avvenuto per la legge 40 sulla fecondazione assistita che andrà difesa ad ogni costo».

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