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Testimonianza

Per Valentina e Gabriele l’amore è un pellegrinaggio

Conosciutisi durante un viaggio estivo sulle orme di Tonino Bello, hanno quasi subito stretto un legame che nel tempo si è fatto sempre più solido. Partecipano alla Veglia di San Valentino a Castellanza come ulteriore momento di affidamento

di Letizia GUALDONI

13 Febbraio 2026
Valentina e Gabriele in Puglia, nel viaggio durante il quale si sono conosciuti

Si sono incontrati “in piedi, costruttori di pace”, lungo le strade della Puglia, durante il pellegrinaggio estivo proposto dalla Pastorale giovanile sulle orme del Venerabile monsignor Tonino Bello. Era il 2 agosto 2024. Due giorni dopo erano già fidanzati: «Ci siamo accolti a vicenda e presi per mano per camminare insieme».

Un luogo per fiorire

Valentina Zappavigna, 29 anni, che lavora supportando e orientando le persone sui percorsi di sviluppo professionale a Busto Arsizio, e Gabriele Amata, 30 anni, insegnante di religione a Milano, oggi raccontano un amore giovane, ma sorprendentemente consapevole, che si prepara a vivere la Veglia di San Valentino del 13 febbraio come affidamento e promessa.

«Entrambi venivamo da momenti dolorosi della nostra vita – racconta Valentina – e abbiamo trovato l’uno nell’altra uno spazio di accoglienza, ascolto, ma anche un luogo per fiorire». Seduti su uno scoglio a Molfetta, tra una chiacchierata e l’altra, sogni e desideri hanno preso la forma di una progettualità concreta. «L’aspetto unico della nostra relazione – aggiunge Gabriele – è stata la condivisione vera e autentica dei nostri sogni, da quelli più semplici a quelli più profondi, legati alla famiglia e alla fede».

Incontrarsi, un dono

Per Valentina e Gabriele l’amore “originale” non è qualcosa da esibire, ma da custodire. «Vivere un amore originale davanti a Dio significa riconoscere che esserci incontrati è un dono – spiega Gabriele -. È fatto di piccoli gesti quotidiani e di dialogo costante». «Portiamo nel cuore monsignor Tonino Bello – aggiunge Valentina –, non solo ci ha “permesso di incontrarci”, ma la sua storia testimonia una vita originale di amore verso Dio e verso gli altri, che cerchiamo di trasmettere a nostra volta».

Un percorso continuo

La fede li sta aiutando a comprendere in profondità chi sono, ciascuno nella propria originalità. «Fin dai primi mesi – confidano – abbiamo deciso di prendere parte a un cammino di fede di coppia proposto dai Cooperatori Salesiani dell’Ispettoria Lombardo-Emiliana, quest’anno abbiamo deciso di integrare il nostro percorso con il cammino “Nati per Amare”: è proprio durante questi incontri che, oltre al confronto, ci si rende conto di quanto è solido quello che si sta costruendo, che non c’è nulla di scontato, e che ci amiamo ancora di più di quanto pensiamo. Una menzione speciale anche ai giovani di Casa Magis e alla Pastorale giovanile, che hanno visto il nostro innamoramento nascere e che ci permettono di meditare sul Vangelo domenicale curando il cammino personale».

Fede e preghiera

La fede non è un’aggiunta, ma il centro del loro rapporto: ricorda loro che non sono soli nel cammino, Dio li precede, li accompagna e li aiuta ad amarsi meglio, soprattutto nei momenti di difficoltà. «Ci siamo conosciuti durante un pellegrinaggio – prosegue Valentina – e da lì la preghiera è diventata parte quotidiana della nostra coppia: la compieta insieme e la Messa domenicale vissuta alternandoci tra le nostre parrocchie di appartenenza».

Il 13 febbraio saranno a Castellanza per la Veglia di San Valentino. «Parteciperemo per il secondo anno a questa iniziativa – spiega Gabriele –, per affidare a Dio i nostri progetti e il cammino di fidanzati che abbiamo iniziato». La bellezza della Veglia è condividere con altre coppie questo percorso: «Costruire una relazione autentica significa andare oltre l’emozione del momento e scegliere ogni giorno l’altro. Vuol dire prendersi cura del legame con pazienza, dialogo e responsabilità, sapendo che l’amore vero cresce nel tempo».

Se dovessero dire l’amore con una sola parola, sarebbe sicuramente “pellegrinaggio”. «Con uno zaino in spalla – conclude Valentina – ricco di sogni, ma anche con scarpe consumate dal viaggio, riscoprendo l’essenziale».