Dalle parrocchie segnalata la disponibilità di 300 persone. Tra qualche giorno due operatori Caritas raggiungeranno ad Amatrice Alberto Minoia, che sta coordinando i futuri interventi sul piano della ricostruzione del tessuto sociale: «Prevediamo di restare qui due anni»

di Filippo MAGNI

Alberto Minoia

Altri due operatori di Caritas Ambrosiana raggiungeranno Amatrice la prossima settimana. «Ci stiamo lentamente organizzando per attivare i tanti volontari milanesi che si sono resi disponibili», spiega Alberto Minoia, responsabile Caritas per le emergenze, che da fine ottobre si trova nella zona del terremoto. È una lentezza necessaria, aggiunge, perché la prospettiva non è quella di interventi saltuari: «Sulla base di esperienze passate prevediamo di restare qui due anni: è necessario prepararsi e strutturare l’attività con cura».

L’organismo pastorale milanese affianca la ricostruzione del tessuto sociale, prima ancora che degli edifici, squarciato dal terremoto dello scorso agosto e poi di nuovo a ottobre. Le diverse Caritas della Lombardia si sono gemellate con quartieri delle città terremotate. Alla richiesta di volontari hanno risposto in 300. «Molte parrocchie hanno gruppi pronti a partire – afferma Minoia -, ma in queste condizioni, con gli alberghi pieni di sfollati, anche trovare una sistemazione è problematico. I paesi che vogliamo aiutare si trovano in media a mille metri d’altezza, da qualche parte sta già nevicando, le temperature sono rigide: residenti e volontari devono avere alloggi adeguati, trasporti, uffici veri». I due nuovi rinforzi attesi nei prossimi giorni da Minoia lavoreranno su questo fronte: «Qui è tutto più complicato: per esempio solo chi è autorizzato può entrare nei centri delle città. È una norma di sicurezza e scongiura lo sciacallaggio, ma rallenta le iniziative».

Minoia risiede in un convento a Fano e gira tutti i giorni per Accumoli, Amatrice e dovunque ci siano necessità. «Proprio in questi giorni stiamo installando un tendone di 120 metri quadrati a Rieti – racconta -. Sarà utilizzato come mensa, dato che quella diocesana, che garantiva ogni giorno pasti a 60 persone, è inagibile». Le emergenze sono quotidiane, e si affrontano. Ma lo sguardo è più a lungo termine. In primavera, anticipa il responsabile Caritas, «secondo quanto ha detto il commissario straordinario Vasco Errani, arriveranno dei moduli abitativi e sarà possibile iniziare attività di ricostruzione del tessuto sociale. Amatrice aveva più di duemila abitanti, adesso ne restano 200. Dove sono finiti tutti gli altri? Secondo la nostra mappatura, la maggior parte si trova in alberghi a San Benedetto del Tronto. Già dalle prossime settimane una delle attività importanti sarà creare un ponte tra tutti loro, in modo che restino in contatto».

Con il coordinamento garantito dai nuovi operatori Caritas, a breve verranno attivati i volontari delle parrocchie ambrosiane. Secondo Minoia «serviranno soprattutto persone capaci di ascoltare. I tanti sfollati negli alberghi hanno bisogno di relazioni, di volontari che si fermino una settimana almeno, non di facce che cambiano ogni due giorni». Vale soprattutto «per gli anziani, i più fragili. Hanno perso la casa, spesso anche gli affetti, faticano a elaborare la situazione e la prossimità umana è importante, per loro, per pensare di nuovo al futuro».

 

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi