A Roma il 35° Incontro europeo promosso dalla Comunità francese. Nel programma delle giornate anche l'incontro con Benedetto XVI, sabato 29 dicembre in Piazza San Pietro

Taizé

Dal 28 dicembre al 2 gennaio, Roma accoglierà il 35° Incontro europeo dei giovani. Quarantamila giovani adulti da tutto il continente ed anche da oltre si raduneranno nella capitale italiana per sei giorni di preghiera, di riflessione e di vita comune con le parrocchie, le famiglie e le comunità religiose di Roma e dei dintorni.

Le preghiere comuni avranno luogo ogni giorno alle 14 e alle 19.30 in sette grandi chiese della città, fra cui le Basiliche maggiori: San Giovanni Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura. I pasti saranno distribuiti al Circo Massimo, gli incontri del pomeriggio includeranno visite alle catacombe e ad altri luoghi significativi della fede. E sabato 29 alle 18, nella Piazza di San Pietro risuoneranno i canti di Taizé, durante una preghiera con Benedetto XVI. Al termine dell’Angelus di domenica 16 dicembre, il Papa ha definito l’appuntamento «una bella esperienza di amicizia cristiana».

L’incontro europeo si svilupperà secondo le grandi linee del “pellegrinaggio di fiducia” animato da Taizé: il programma del mattino nelle parrocchie con momenti di preghiera e di scambio e la scoperta di segni di speranza nel quartiere; gli incontri del pomeriggio su temi spirituali, artistici e sociali; la preghiera per la pace seguita da una “festa dei popoli” per inaugurare il nuovo anno.

Al loro arrivo a Roma, i giovani riceveranno un messaggio di frère Alois, priore di Taizé, contenente quattro proposte per «scoprire le sorgenti di fiducia in Dio». Come ha detto, «speriamo che questo incontro a Roma sia una bella esperienza di comunione, che i giovani possano conoscere la Chiesa come luogo di amicizia dove siamo riuniti al di là di tutte le frontiere. E Colui che ci riunisce è il Cristo risorto!».

Il libro di frère Alois

In occasione dell’Incontro esce Pellegrini di fiducia. Il cammino di comunione seguito a Taizè, il nuovo testo di frère Alois pubblicato dall’Editrice Missionaria Italiana. Alla guida della Comunità ecumenica dalla morte del fondatore frère Roger (2005), nel libro frère Alois affronta i richiami a una maggior radicalità cristiana e a un confronto fecondo tra la fede e il mondo contemporaneo. Silenzio, ascolto della Parola di Dio, preghiera comune, servizio ai poveri, impegno per la riconciliazione: questi i “pilastri” della spiritualità di Taizé che vengono qui riproposti nel loro ancoraggio alla Scrittura e alla Tradizione cristiana indivisa e che si rifà ai grandi testimoni della fede.

Nel libro Alois offre anche numerosi spunti concreti a quanti vogliano praticare un cristianesimo eloquente nella nostra epoca: «Sviluppare reti di assistenza reciproca; favorire un’economia solidale; accogliere gli immigrati; muoversi per capire dal di dentro culture diverse; suscitare gemellaggi fra città, villaggi, parrocchie per aiutare coloro che sono nel bisogno; utilizzare consapevolmente le nuove tecnologie per creare dei legami di sostegno…». E sottolinea il legame inscindibile tra Taizé e il Concilio: «Quello che viviamo a Taizé oggi sarebbe impensabile senza la realtà del Concilio. Più personalmente: se, da ragazzo cattolico di 16 anni, sono potuto andare a Taizé nel 1970 e approfondire la mia fede con cristiani di diverse confessioni, è stato grazie al Concilio Vaticano II».

Reduce dal Sinodo sulla Nuova evangelizzazione, Alois ricorda i grandi amici intellettuali di Taizé: il teologo ortodosso Olivier Clément, per il quale «l’insistenza di frère Roger sull’amore di Dio ha segnato la fine del periodo in cui si temeva un Dio che punisce»; il filosofo protestante Paul Ricoeur, che scrisse della Comunità già nel 1947, a pochissimi anni dalla sua fondazione; i fortissimi legami con Giovanni XXIII (per frère Roger «il fondatore di Taizé»), Giovanni Paolo II («sulle cui parole quando venne a Taizè non smettiamo di meditare») e Benedetto XVI, che pregherà con i giovani e la comunità a Roma il 29 dicembre.

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