Diverse le proposte per l’Anno costantiniano. Le annuncia il vicario episcopale monsignor Luca Bressan

di Pino NARDI

Bressan

Con il Discorso alla città nella basilica di Sant’Ambrogio giovedì 6 dicembre l’Arcivescovo ha aperto ufficialmente l’Anno costantiniano. Quali sono le prime iniziative in cantiere? «Oltre alla mostra già aperta al Palazzo Reale, sono diverse le proposte che possiamo annunciare – risponde monsignor Luca Bressan, Vicario episcopale per Cultura, carità, missione e azione sociale e coordinatore del Comitato scientifico e del Comitato organizzativo appositamente costituiti -. A febbraio ci sarà la presentazione di una mostra divulgativa itinerante in Diocesi, che spiega l’Editto e il suo significato per i nostri giorni».

Ancora nei mesi di gennaio e febbraio «abbiamo chiesto a tutti i centri culturali di riprendere il Discorso alla città con iniziative locali, che poi convergano in un grande evento europeo in ottobre in cui inviteremo testimoni del dialogo e della capacità di convivenza delle religioni a incontrarsi per dire come la libertà religiosa permette la costruzione del futuro della società». In questo contesto si innesta la firma della Carta Milano 2013 lanciata dal Forum delle religioni, gruppo sorto dalla base e autogestito in cui oltre al cristianesimo, sono rappresentati ebraismo, islam, induismo e buddismo.

Il 20 e 21 marzo primo incontro ecumenico con il Patriarca Bartolomeo che viene a visitare il cardinale Scola: «Insieme terranno una lezione ecumenica sull’attualità dell’Editto di Costantino, sulle sfide che quell’epoca ha saputo generare e le domande che valgono ancora per il presente. La lezione a due voci aiuterà a vedere come in seguito all’Editto la fede cristiana sarà libera di trasformare il sociale attraverso l’elaborazione teorica dei suoi dogmi fondamentali che permettono all’umanità di sviluppare uno spazio di autonomia e di libertà. Ovviamente non si dimentica che questo sviluppo è stato fatto per approssimazioni, per cui l’Editto non contiene tutto questo, anzi ha anche generato errori perché si trasformerà presto in una sorta di teocrazia: il cristianesimo nel 380 verrà riconosciuto come religione di Stato». Nel contesto della visita ecumenica verrà presentata anche l’Enciclopedia Costantiniana, edita da Treccani e curata da Alberto Melloni.

Inoltre la Biblioteca Ambrosiana, la Cattolica e l’Università degli studi organizzano un convegno dall’8 all’11 maggio su «Costantino a Milano, l’Editto e la sua storia». È una rivisitazione a livello scientifico, una rilettura di ciò che è stato l’Editto, un percorso dentro la storia per vedere come è stato ripreso e reinterpretato anche in altre società.

A ottobre la Diocesi suggerisce alle istituzioni (Comune, Provincia e Regione) di collaborare per organizzare un incontro delle città che hanno avuto un particolare rapporto con l’imperatore Costantino (Gerusalemme, Istambul, Milano, Nis, Roma, Treviri, York): «L’obiettivo – sottolinea Bressan – è discutere insieme i temi di una tolleranza declinata in positivo, come la possibilità delle religioni di collaborare per la costruzione dello spazio sociale».

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