Redazione

Francesca quest’anno animerà l’oratorio feriale, come sempre. Solo che non lo farà nel suo paese, Somma Lombardo, ma in una parrocchia a quaranta chilometri di distanza da casa sua. Sarà infatti “prestata” come coordinatrice laica al Grest di Cerchiate di Pero, dove non c’è un prete responsabile di pastorale giovanile.

di Stefania Cecchetti

“Promossa” e trasferita a nuova sede. Detto in termini aziendali, è più o meno quello che è capitato a Francesca Peruzzotti, ventiduenne di Somma Lombardo, che da lunedì 12 giugno sarà la coordinatrice laica dell’oratorio feriale di Cerchiate di Pero, a circa quaranta chilometri da casa sua.

Francesca proviene da anni di esperienza nell’oratorio di Somma Lombardo, dove durante l’anno fa l’educatrice e d’estate è tra gli animatori “grandi” del grest. «La nostra – spiega – è una di quelle parrocchie che, come si dice, “funzionano”: siamo in tanti a impegnarci come educatori e insieme lavoriamo proprio bene. Così mi è venuta l’idea di mettermi a disposizione di quelle parrocchie che invece hanno qualche difficoltà».

Detto fatto. Francesca si presenta alla cooperativa Aquila e Priscilla della Fom, che, fra gli altri servizi, gestisce una sorta di “pronto soccorso feriale”, inviando giovani a coordinare gli animatori dei grest dove il prete non c’è, ed eccola promossa al ruolo di responsabile laica dell’oratorio feriale di Cerchiate di Pero. L’impegno sarà gravoso: per cinque settimane Francesca vivrà in un paese nuovo, sarà impegnata per quasi l’intera giornata all’oratorio feriale e dovrà arrangiarsi a studiare di sera per gli esami all’Università. Eppure l’entusiasmo che la anima è palpabile nelle sue parole: «Come mi sono preparata a questa esperienza? Innanzi tutto conoscendo i ragazzi con cui lavorerò e soprattutto rispettando le loro “tradizioni”, cercando di portare qualche nuova idea, ma sforzandomi di non imporre il modello a cui sono abituata. E poi, naturalmente, pregando…».

Un’esperienza di servizio, insomma, che con il discorso della trasferta si anima quasi di accenti “missionari”, tanto più che Francesca precisa di non pensare in nessun modo a un futuro come responsabile laica d’oratorio: «Per me sarà di sicuro un’esperienza di crescita – aggiunge Francesca -, ma non desidero diventi il mio “mestiere”. Studio filosofia, non ho competenze né interessi particolari in campo educativo, se non per la mia lunga esperienza di volontariato in oratorio».

Già, l’esperienza passata: come l’hanno preso, questo trasferimento, i “suoi” ragazzi? «Sono contenti per me e per l’oratorio dove andrò, dove sperano potrò essere utile. Ma certo sono dispiaciuti per la mia assenza al grest di quest’anno. Non sono mancate anche tragiche del tipo “ecco ti dimenticherai di noi, non tornerai più qui”. Si sa come sono gli adolescenti, sempre un po’ tragici… In realtà a luglio sarò già di ritorno, pronta per accompagnare in montagna i quattordicenni. Come al solito».

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