Il cardinale Scola ha benedetto la casa di tutti i giovani, dei movimenti e delle parrocchie della città, tra le prime aperte in Diocesi nell’ambito del ripensamento delle istituzioni di Pastorale giovanile

di Filippo BISLERI

Stoà_Busto Arsizio

Si chiama Stoà, si trova a Busto Arsizio (Varese), ed è il centro giovanile che deve essere il paradigma per tutti quelli della diocesi. A inaugurarlo ufficialmente oggi é stato il cardinale Angelo Scola accolto dal parroco di San Giovanni monsignor Severino Pagani e dal vicario episcopale per la pastorale giovanile della diocesi monsignor Pierantonio Tremolada. A fare gli onori di casa anche il presidente del Centro giovanile Stoà, Michele De Francesco.
Presenti alla cerimonia che avvia ufficiamente l’attività di un Centro già operativo da un anno, molti giovani, i loro genitori, il sindaco Gigi Farioli e i rappresentanti della comunità ortodossa romena che hanno voluto condividere la gioia delle parrocchie della città e del decanato di Busto Arsizio.
Se don Severino ha ricordato che Stoà "vuole essere un luogo di incontro per tutti, un luogo fortemente voluto da tanti sacerdoti, a cominciare da don Alberto, e da tanti giovani e genitori, perchè Gesù avesse una casa speciale in città", don Tremolada la ha definito "un punto di fraternità, di accoglienza e di dialogo improntato a uno stile di vita cristiano". Il cardinale ha quindi dialogato con i giovani.
"Oggi – ha esordito il cardinale Scola – sono cambiate le parole di riferimento per i giovani. Così, se vogliamo capire il senso della parola scelta, cristianamente intesa, dobbiamo, per voi giovani, ricordare che oggi i poli di riferimento non sono più le parole verità e ragione, ma felicità e libertà".
"Si tratta di parole – ha continuato il Cardinale – che voi giovani, per scegliere, dovete leggere alla luce delle parole di Gesù. Quel Gesù che al giovane che chiede di essere perfettpo chiede di cambiare stile di vita in modo radicale. Ed è sempre Gesù a dire che seguendolo saremo liberi". Il cardinale ha anche invitato i giovani a riflettere sulla libertà. "Noi – ha detto – non possiamo dimenticarci che la nostra libertà ha un qualcosa che la precede e qualcos’altro che la segue. Essere liberi davvero é il saper vivere cristianamente perché tutto di noi é teso a quella verità ultima che ci permette di essere liberi davvero".
Il cardinale Scola ha quindi elogiato il Centro quale unità di tutte le realtà giovanili cittadine.
"Voi – ha rimarcato il Cardinale – avete costruito un luogo che mostra l’eco dell’abbraccio della vera libertà. Ora ricordatevi che ogni vostra attività insieme è una porta aperta a Dio che ci viene incontro e ogni momento qui condiviso sia un ponte gettato verso gli altri, una testimonianza".
"Gesù – ha ricordato il Cardinale – vuole un rapporto coi giovani, ma perchè questo rapporto ci sia occorre che vi siano dialogo e relazioni anche tra di noi. Qui dobbiamo mostrare a tutti la casa di Gesù, Figlio di Dio fattosi uomo per salvarci".
I sacerdoti e i giovani di Stoà si troveranno tutti i mercoledì nella chiesa di Santa Maria alle 19 per la Santa Messa.
"Un momento importante – ha detto il Cardinale – che deve essere di testimonianza cristiana, che deve ricordare a ciascuno di voi, in questa fase in cui vi conoscete anchje come donne e uomini, che non dovete sciupare nulla, che dovete stare uniti e io, come nonno, vi auguro buon cammino".

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