La Giornata Nazionale delle Offerte per il sostentamento del clero è un modo per far emergere i valori di dono, gratuità e condivisione alla base di questo gesto e, alla vigilia del Giubileo, per promuovere anche le opere di misericordia

di Massimo PAVANELLO
Incaricato diocesano Sovvenire

Sovvenire 2015

Un bosco rigoglioso sorto in una terra deserta. Il tutto grazie a un uomo, solo, che decide di piantare ghiande con regolarità; benché nessuno sapesse di questa impresa e senza mai farsi fermare dalle avversità. L’esito sarà positivo e ammirato, un verdeggiante bosco. Morale: anche restando nell’anonimato, ognuno di noi può trasformare un piccolo gesto in una grande impresa di vita.

L’uomo che piantava gli alberi, un racconto di Jean Giono, tratteggia bene l’identikit di quanti si lasciano coinvolgere della Giornata Nazionale delle Offerte per il sostentamento del clero, che quest’anno cade il 22 novembre. Una giornata annuale – in coppia e a integrazione – con quella riservata all’8×1000.

Il dato nazionale disponibile (2014) registra una somma del 10% in meno rispetto all’anno precedente. In Lombardia -9%, nella diocesi di Milano -7,6%. A livello regionale sono stati raccolti 2.345.234,65 euro, di cui 1.540.581,73 euro solo tra gli ambrosiani (dati).

Ma i numeri non dicono tutto. Sia perché i valori sottostanti a questa forma di sostegno – dono, gratuità e condivisione – non sono misurabili con strumenti contabili; sia perché la realtà non è mai semplice. Basti considerare, per esempio, che a fronte di una diminuzione delle persone che hanno donato e della cifra totale vi è invece un incremento dell’offerta media del +2,8%. Non è questa una conferma di gratitudine e stima per il ruolo prezioso svolto, con passione e tenacia, dal clero diocesano nell’attuale contesto sociale?

Lasciamo agli esperti le valutazioni specifiche del caso. E conosciamo direttamente quanto i sacerdoti sono impegnati sul fronte del bene comune. Storie e volti reali, non scritture attoriali, sono sotto gli occhi di tutti. Come nel caso – per restare in diocesi – raccontato nella clip riguardante don Antonio e gli altri don del Giambellino, una vicenda di ordinarietà parrocchiale vissuta da «un nonno, un papà e un figlio» speciali. Perché la parrocchia è famiglia. Oppure la storia di don Paolo, che a Bruzzano, insieme alla sua comunità, ha accolto durante l’estate un centinaio di migranti. Perché la parrocchia è famiglia aperta.

Due soli episodi, tra i tanti che ciascuno vede attorno a sé, che parlano da soli: il sostegno ai sacerdoti è un mezzo per promuovere e far vivere anche oggi le Opere di misericordia. E in questa vigilia dell’anno giubilare ciò acquista una evidenza immediata. Non solo gli habitués degli ambienti ecclesiali, ma anche i nativi digitali possono conoscere e partecipare all’avventura. Basta collegarsi al sito www.insiemeaisacerdoti.it o alla pagina Facebook/Insiemeaisacerdoti per farsi coinvolgere.

Inutile però negarlo: è una sfida difficile, quella rappresentata dalla Giornata in oggetto. Le risorse raccolte da questo cespite coprono solo il 2% del fabbisogno annuale per sostenere in modo perequato i 36 mila sacerdoti diocesani, compresi gli anziani e malati e i missionari nei Paesi del Terzo mondo. La restante parte delle 12 mensilità – per una media di 1.000 euro (un sacerdote appena ordinato ha diritto a 883 euro, mentre a un vescovo ai limiti della pensione vanno 1.376) – è assicurata al 63,2% dalla Cei attraverso l’8×1000, al 18,9% dalle remunerazioni derivanti dall’insegnamento e dal servizio presso le carceri e gli ospedali; al 7,9% dagli Istituti diocesani per il sostentamento del clero attraverso le rendite dei propri patrimoni immobiliari; al 7,7% dalle singole casse parrocchiali.

Sfida difficile. Ma non senza senso per «L’uomo che piantava gli alberi».

 

 

 

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