Settemila - tra ragazzi, sacerdoti ed educatori - i partecipanti al tradizionale pellegrinaggio diocesano in vista della Professione di fede, che culminerà nell’Udienza generale dal Papa

di Mario PISCHETOLA

14enni a Roma

Saranno in settemila a partire per Roma subito dopo Pasqua per partecipare al tradizionale pellegrinaggio diocesano dei quattordicenni della Professione di fede. I gruppi iscritti sono 84, guidati da circa duecento sacerdoti e più di mille educatori. Due i momenti centrali: martedì 7 aprile, alle 10, la Santa Messa nella Basilica vaticana presieduta dal cardinale Angelo Comastri; mercoledì 8 aprile, la partecipazione all’Udienza generale con papa Francesco. I preadolescenti ambrosiani saranno guidati da monsignor Pierantonio Tremolada, Vescovo ausiliare e Vicario episcopale per l’evangelizzazione e i sacramenti (a cui afferisce la Pastorale giovanile diocesana) e dai responsabili di Pg, don Samuele Marelli e don Maurizio Tremolada.

I partecipanti sventoleranno il foulard identificativo che riporta lo slogan del pellegrinaggio: «Siamo qui con Francesco». «Il significato di questo motto è duplice – afferma don Samuele Marelli, responsabile del Servizio Ragazzi, Adolescenti e Oratorio -: la scelta del Papa di chiamarsi come il Poverello di Assisi ci ha spinto a pensare a un itinerario di preparazione che mettesse al centro la figura di San Francesco. La sua spiritualità, così aderente al Vangelo, è certamente una via a cui anche i più giovani possono aderire. Professare la fede per i quattordicenni significa imparare a scegliere uno stile di vita e iniziare ad agire dentro la comunità con sempre maggiore responsabilità e autonomia. Non deve mancare per loro un modello. Papa Francesco ci sta abituando a gesti coraggiosi di sobrietà e ci invita continuamente ad accogliere la bellezza del Vangelo in tutta la sua radicalità e profondità. Non possiamo risparmiarci offrendo di meno ai nostri ragazzi».

Il pellegrinaggio offrirà altre tappe, oltre ai due eventi comunitari. Ciascun gruppo si muoverà in autonomia. Non mancheranno la sosta alle catacombe di San Callisto o al luogo del martirio dell’apostolo Paolo. «Il viaggio a Roma permette ai ragazzi di immergersi in una dimensione ecclesiale davvero “universale” – continua don Marelli -. Il riferimento al martirio dei primi secoli non mancherà di provocarli anche nel considerare chi soffre il martirio in questo tempo. La professione di fede quindi non è un fatto “asettico” che non implica la testimonianza nella vita quotidiana. I preadolescenti possono capire la differenza fra essere cristiani e non esserlo e scegliere di conseguenza».

Su questi presupposti si sta componendo in questo anno il nuovo itinerario diocesano preadolescenti, le cui linee saranno presentate agli educatori nel prossimo mese di giugno. Fra le novità una è già in atto: un nuovo pellegrinaggio che coinvolgerà circa mille preadolescenti (soprattutto di seconda media) ad Assisi dall’1 al 3 maggio. Un’altra tappa decisiva e suggestiva sarà il Cammino dei quattordicenni al Sacro Monte di Varese, sabato 9 maggio, guidata dal Vicario generale, monsignor Mario Delpini.

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