Sono oltre il 30% i soci tra i 22 e i 32 anni che darebbero tempo ed energie per guidare l’associazione

di Marta VALAGUSSA

assemblea Ac

Domenica 16 febbraio l’Azione cattolica ambrosiana cambierà volto. Soprattutto perché circa 800 soci delegati voteranno i membri del nuovo Consiglio diocesano, l’organo che affianca e sostiene la presidenza nella definizione del programma associativo e nella cura, con iniziative idonee, della formazione di tutti i soci.

Ciò che balza subito all’occhio è l’età dei candidati al Consiglio diocesano. Su un totale di 52 soci candidati, ben 17 hanno tra i 22 e i 32 anni. Questi i nomi: Maria Tardini (1992), Matteo Augello (1991), Marta Casarà (1990), Alberto Galimberti (1989), Chiara Giuliani (1982), Chiara Zambon (1988), Andrea Grimoldi (1988), Gabriele Cossovich (1985), Andrea Borini (1985), Anita Fumagalli (1985), Paolo Airoldi (1989), Gloria Bernasconi (1987), Francesca Mapelli (1988), Elisabetta Consonni (1990), Giovanni Battista Silva (1989), Angelo Dore (1985), Marcello Da Col (1986) e Giacomo Perego (1989).

Insomma, più del 30% dei candidati al Consiglio diocesano di Ac è nato dopo il 1982. Un dato significativo e interessante, soprattutto pensando alla comune opinione che l’Azione cattolica sia un’associazione fondamentalmente costituita da adulti e anziani. Questo dato mostra con chiarezza che molti giovani credono in un modo diverso di vivere la propria laicità. Ben 17 ragazzi e ragazze negli anni migliori della loro vita, all’università o nei primi anni di lavoro (molti sono studenti lavoratori), hanno deciso di mettere in gioco le proprie capacità, ma soprattutto il proprio tempo, in maniera del tutto gratuita e spontanea, senza ricevere nessun tornaconto, se non tante relazioni forti e fondate su valori solidi. Di fronte a centinaia di statistiche che dimostrano come le nuove generazioni oggi «non fanno niente per niente», qualcuno dovrà motivare un’adesione e una disponibilità così ingente di giovani cuori che battono per un unico scopo.

Alberto Galimberti, 24enne di Appiano Gentile, è laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali all’Università Cattolica e sta frequentando il corso di laurea specialistica in Politiche Europee ed Internazionali. È giornalista pubblicista e collabora con diverse testate locali. Alberto descrive così la propria decisione di candidarsi al Consiglio diocesano: «Ho ricevuto tanta bellezza dall’Azione cattolica. Ora è il momento di giocarmi in prima persona, mettendo a disposizione i miei carismi, per poterla restituire». Quello che muove ragazzi come Alberto è il desiderio di coinvolgere più persone possibili nel percorso che anche loro hanno vissuto e continuano a vivere ogni giorno: la sequela di Cristo. La bellezza di vivere questo cammino insieme, in modo associativo, è la molla che ha fatto scattare il «sì» alla proposta di candidarsi al Consiglio diocesano e rinnovare con freschezza e originalità un’associazione che ha ancora tanto da dare alla diocesi di Milano.

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