Don Franco Manzi presenta l'intervento di monsignor Giacomo Canobbio, docente alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, che illustrerà i temi del Paradiso, Inferno e Purgatorio

di Annamaria BRACCINI

monsignor Giacomo Canobbio

«Ogni anno la Sezione parallela dell’Italia Settentrionale, che ha sede presso il Seminario Arcivescovile di Venegono Inferiore, promuove un incontro con un Visiting Professor, ossia un docente di spicco scelto tra coloro che insegnano in altre Facoltà, cui viene chiesto di presentare una tematica di particolare interesse sotto il profilo teologico eo ecclesiale». Don Franco Manzi, docente di Sacra Scrittura e direttore della Sezione parallela, spiega così la giornata di studi che si terrà nell’Aula Paolo VI del  Seminario, mercoledì 2 aprile (ore 9-12.30) e che vedrà la relazione affidata al professor Giacomo Canobbio.

Come si è arrivati al suo nome?
Il professor Canobbio ha pubblicato studi scientifici sull’escatologia, ossia un discorso sulle “cose ultime”, corrispondente al trattato tradizionale della teologia intitolato I Novissimi: morte, giudizio, inferno, purgatorio e paradiso. Nella nostra lezione, monsignor Canobbio, sacerdote della diocesi di Brescia, nato nel 1945, tratterà di questo tema in relazione all’anima, anche perché di recente egli ha pubblicato vari studi sulla questione, tra cui nel 2009 un testo dal titolo Il Destino dell’anima. Elementi per una teologia e nel 2012 un altro intitolato Destinati alla beatitudine. Breve trattato sui novissimi. Noto a livello internazionale, già presidente dell’Associazione Teologica Italiana e poi direttore dello Studio Teologico del Seminario di Brescia, Canobbio è licenziato in Teologia presso la Facoltà Teologica della Pontificia Università Gregoriana, dove ha anche conseguito il Dottorato con una tesi su Il Magistero della Chiesa, organo vivente della tradizione attraverso gli scritti di G.B. Franzelin s.j. ed è docente stabile di Teologia Sistematica alla FTIS di Milano nella Sezione della Specializzazione.

La comunicazione intitolata “Destinati alla beatitudine? La tradizione antropologica ed escatologica messa in questione”, sarà articolata in due parti e vi sarà anche spazio, in conclusione, per interventi e domande. Quale sarà l’orizzonte di riferimento dell’intervento?
Il Visiting Professor, come detto, approfondirà la questione dell’anima in relazione alle realtà ultime del destino dell’uomo. prendendo però in considerazione primaria la letteratura riguardante le moderne neuroscienze. Discipline che, coi loro progressi, paiono aver dissolto, per così dire, l’idea filosofica e teologica dell’anima e la visione dell’uomo nella sua diversità rispetto agli animali, da sempre difesa dalla tradizione della teologia classica. Pensiamo, per esempio, a uno degli attributi per eccellenza umani, la libertà, oggi messa in discussione in una prospettiva di taglio unicamente scientifico. Monsignor Canobbio cercherà, in questo contesto, di dimostrare la conciliazione possibile tra la prospettiva filosofico-teologica della tradizione della Chiesa e quella scientifica attuale. La questione ha una sua notevole attualità, per inquadrare la quale possiamo ricordare il Documento della Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica su alcune questioni concernenti l’escatologia del 17 maggio 1979, in cui si ribadisce la necessità di mantenere il termine “anima”, pur nella consapevolezza delle diverse sfumature che questo concetto assume nelle Sacre Scritture e nella tradizione ecclesiale.

A chi è aperto l’incontro?
È rivolto, anzitutto, ai docenti, agli educatori e agli alunni del Seminario, ma crediamo che possa essere anche un momento di approfondimento e di confronto importante per tutti coloro, anche laici, che sono interessati a tali questioni che, se a un primo e superficiale sguardo, possono apparire complesse e distanti dal vissuto quotidiano, sono, invece, alla base della nostra autocomprensione di donne e uomini di speranza alle prese con i mutamenti della post-modernità. 

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