Redazione

Stanislao Silesu, Rudolph Giuliani, Andrea Bargnani. Tre nomi italiani, tre esempi di connazionali che all’estero hanno reso famosa l’Italia con la musica, la politica e lo sport. Moltissimi altri sono gli italiani che si impegnano per le numerose comunità di emigrati all’estero, spesso i sacerdoti: basti pensare che nella sola Brooklyn, ogni domenica, vengono celebrate 40 messe nella nostra lingua.

Tante e diverse sono le storie che si possono raccontare della nostra emigrazione, che ha visto milioni di persone costrette ad abbandonare affetti e certezze per cercare altrove quanto non trovato in patria.
Partiamo da una curiosità storica che non tutti conoscono: John Martin, alias Giovanni Martini da Sala Consilina (in provincia di Salerno), trombettiere del 7° Cavalleggeri al comando del Generale George Armstrong Custer è stato l’unico scampato all’eccidio del Little Big Horn.

Non mancano i protagonisti del mondo della musica, talvolta più conosciuti all’estero che in Italia. Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, Edoardo VIII di Inghilterra ha definito “il re della melodia” il sardo Stanislao Silesu, un precoce compositore italiano di musica leggera e da camera, capace di eseguire a 10 anni il primo concerto, a 13 anni di comporre serenate e canzoni e a 15 anni di scrivere una commedia musicale, per poi emigrare dalla Sardegna prima a Milano e poi a Londra e a Parigi.

Passando a personaggi attuali vi è l’imbarazzo della scelta quanto ai protagonisti di origine italiana affermatisi nella vita pubblica dei paesi di insediamento: ad esempio, Mario Cuomo per tanti anni governatore dello Stato di New York, l’ex ministro dell’Economia a Buenos Aires, l’italo-argentino Roberto Lavagna o il candidato, per i repubblicani, alla presidenza degli Stati Uniti Rudolph Giuliani e poi ancora ministri, governatori, parlamentari, imprenditori e professionisti affermati.

Molto numerosi sono anche i personaggi dello sport: il cestista Andrea Bargnani, primo rookie europeo nella storia della Nba, la pallavolista Francesca Piccinini affermatasi in Spagna, Fabio Cannavaro, calciatore del Real Madrid e, oltre ai diversi allenatori ingaggiati da squadre estere, l’oriunda Hope Solo guida della squadra di calcio femminile statunitense alla Coppa del Mondo di calcio in Cina.

A un livello più impegnato troviamo i sacerdoti che hanno lasciato l’Italia per assistere i connazionali all’estero: sono stati nel corso di un secolo, almeno 3 mila. Attualmente operano nel mondo 461 centri, parrocchie, missioni per la cura pastorale in lingua italiana, con 516 sacerdoti che celebrano la liturgia nella nostra lingua. Sono impegnate in questa pastorale anche 166 suore e 45 operatori laici. Metà delle presenze e delle strutture pastorali si trova in Europa (214), le altre oltreoceano.

Nella sola diocesi di Brooklyn, la più piccola territorialmente degli Usa, ci sono 40 parrocchie dove l’italiano viene usato per la celebrazione domenicale. Vi sono poi circa 13.000 missionari italiani presenti in 143 paesi per diffondere e testimoniare la fede cristiana, non di rado rischiando la loro vita: una bella pagina nella storia degli italiani all’estero, spesso supportata da volontari laici che si rendono disponibili per 3-4 anni ad essere di supporto al lavoro delle missioni.

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