Con il passaggio al Salus dell’Unitalsi il cardinale Scola ha completato le visite iniziate lunedì al Cvs e proseguite martedì all’Oftal

di Filippo MAGNI

lourdes 2012 salus

Il canto dell’Alleluja accoglie un sorridente cardinale Scola nella sala mensa dell’Unitalsi all’ora di cena, al 7’ piano del Salus. È la terza visita del cardinale alla "casa" dei pellegrini, dopo il passaggio al Cvs di lunedì e all’Oftal a mezzogiorno.
«Vi porto una benedizione particolare – dice l’Arcivescovo ai malati – e vi ringrazio per la testimonianza che date a me, ai medici, ai volontari, agli amici, ai parenti, a tutti. Dimostrate che il valore dell’uomo non è in quello che fa, ma nella sua risposta a Dio», aggiunge pensando anche al "sì" di Maria portato a modello nell’omelia della messa alla Grotta.
«San Paolo – prosegue il cardinale – ci dice che tutto concorre al bene per quelli che amano Dio. Mi verrebbe da dire (e lo dico con timore) anche il dolore, che è abbracciato dalla Vergine e portato ai pedi di Gesù».
E dunque l’esempio dei malati: «Voi con la vostra letizia lo dimostrate – prosegue -. Pensate a quanti sono sani ma non riconoscono il Signore come fonte della vita, non comprendono il valore stesso della vita, il valore della giustizia, dell’amore, di aspettare con dignità la morte».
Come dice il salmo, quando l’uomo e nella prosperità spesso non comprende, è come gli animali che periscono.
«Voi ammalati – conclude – avete avuto il dono di capire la vita, e lo insegnate a noi».
Al termine della visita, prima delle decine di foto di rito e delle strette di mano, la benedizione impartita «a voi presenti, portatela anche ai vostri cari a casa e ai vostri conoscenti».

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