Durante il solenne Pontificale di Pentecoste celebrato in Duomo, l’Arcivescovo ha incontrato i volontari di Family 2012 e ha consegnato loro il mandato

di Simona BRAMBILLA

volontari Family mandato

«Ho deciso di fare il volontario per mettermi in gioco, per fare un’esperienza forte di volontariato, di servizio, di gratuità, ma soprattutto di chiesa. È emozionante vivere da vicino questo importante appuntamento per Milano. Da questi giorni che verranno mi aspetto di lavorare molto, di crescere, di incontrare tanti volti, di ascoltare tante storie». La parole di Stefano, volontario ventiduenne di Bellusco, testimoniano la volontà dei 5.408 volontari che questa mattina si sono riuniti attorno all’Arcivescovo per ricevere il mandato e per celebrare insieme il Pontificale di Pentecoste. I volontari presenti non erano solo ambrosiani, vi erano molti giovani che provenivano da tutta Italia e alcuni anche dall’estero. Con questa mattinata è ufficialmente iniziata la settimana del VII Incontro mondiale delle famiglie che vedrà i volontari impegnati ad assistere i pellegrini durante tutti i numerosi appuntamenti previsti nel programma e accompagnare le delegazioni internazionali come autisti e ciceroni, saranno inoltre in servizio agli info point allestiti negli aeroporti, affiancheranno in generale il personale della sicurezza nei luoghi cruciali dell’Incontro. E ancora, aiuteranno l’ufficio stampa e gli educatori impegnati con i più piccoli al Congresso dei ragazzi. Daranno quindi un contributo fondamentale all’organizzazione dell’evento, il cardinale Scola ha per questo voluto ringraziarli in prima persona per il loro apporto. «Il VII Incontro Mondiale delle Famiglie è un’occasione privilegiata per contemplare all’opera il dono dello Spirito attraverso l’unità e l’urgenza missionaria che suscita in tutti noi – ha detto l’Arcivescovo durante la sua omelia -. In particolare per tutti voi volontari convenuti oggi in Duomo per celebrare insieme all’Arcivescovo la solennità di Pentecoste e invocare una particolare grazia dello Spirito per i giorni che ci aspettano. I diversi servizi che siete chiamati a svolgere in questi giorni sono tutti espressione dell’unità che noi viviamo. Tutta la Chiesa ambrosiana e la Chiesa universale stessa vi dicono fin da ora il loro grazie». Il cardinale Scola ha proseguito il suo discorso spiegando ai volontari il significato profondo dell’incontro delle famiglie, sottolineandone in particolare l’intento missionario al fine di capire insieme i fondamentali dell’esperienza quotidiana e quindi di abbattere tutte le inopportune separatezze. L’incontro con famiglie provenienti da più di 150 paesi sarà l’occasione privilegiata per scoprire il dono dell’unità. «Il VII Incontro Mondiale è un’occasione missionaria di primo ordine. Il tema dell’IncontroLa famiglia: il lavoro e la festa – ci aiuta ad identificare gli ambiti essenziali della nuova evangelizzazione, che chiede di farsi carico dei bisogni dei nostri fratelli uomini, incoraggiando noi stessi e loro a scoprire tutta l’altezza, la larghezza e la profondità del desiderio infinito che abita il cuore di ogni persona – ha continuato l’Arcivescovo -. Essere definitivamente amato da un padre, una madre, da fratelli sorelle e nonni e nonne, edificare il mondo, vivere tempi gratuiti e comuni: non è forse questo ciò che ogni nostro contemporaneo cerca formando una famiglia, lavorando e riposando? Se ripartiremo da una condivisione sincera e partecipe di questi “fondamentali” dell’esistenza quotidiana, che ci accomunano a tutti gli uomini, noi cristiani avremo l’occasione di abbattere steccati artificiosi e porre fine a indebite separatezze. Faremo risplendere il nostro contributo alla vita buona personale e comunitaria». Durante la celebrazione sull’altare del Duomo era esposto il mosaico del gesuita Marko Ivan Rupnik, il simbolo dell’incontro mondiale che rappresenta la famiglia per eccellenza, la Santa Famiglia, vicino al quale, al termine della messa, l’Arcivescovo e i volontari hanno fatto una preghiera allo Spirito Santo come segno d’inizio dell’esperienza che li attende.  

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