Oltre alle due maglie impreziosite con le firme di due campioni come Javier Zanetti e Franco Baresi, sarà disponibile anche il pallone dello stadio Meazza. Le offerte saranno raccolte giovedì 4 e venerdì 5 giugno entro le 12

pallone  Meazza

L’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, mette all’“asta” le maglie ufficiali di Inter e Milan della prossima stagione, ricevute martedì 2 giugno in dono dalla dirigenza dello Stadio Meazza di Milano. Le offerte, raccolte da Caritas Ambrosiana, saranno destinate ai cristiani perseguitati e sfollati nei campi profughi in Iraq che il Cardinale stesso incontrerà ad Erbil nel suo prossimo viaggio dal 16 al 20 giugno.

Martedì 2 a San Siro, prima di incontrare i 50 mila ragazzi che si preparano per la Cresima, il cardinale Scola ha ricevuto in dono dalla dirigenza dello Stadio Meazza la maglietta ufficiale dell’Inter, quella del Milan, il pallone da calcio ufficiale del museo dello stadio. Il Cardinale ha subito deciso – a sua volta – di donare questi tre omaggi alla Caritas Ambrosiana per finanziare gli interventi nei campi profughi della capitale del Kurdistan iracheno.

Per aggiudicarsi le maglie e il pallone bisognerà chiamare l’Ufficio Raccolta Fondi di Caritas Ambrosiana al numero 02.76037324. Chi farà l’offerta migliore si aggiudicherà ciascun dono.

Occorrerà esprimere un’offerta specifica per la maglia dell’Inter, quella del Milan e il pallone da calcio. La maglia dell’Inter è stata impreziosita dall’autografo del “capitano”, il vicepresidente di FC Internazionale Javier Zanetti; quella dell’AC Milan dall’autografo dello storico capitano rossonero e ambasciatore del Milan Franco Baresi.

Le offerte saranno raccolte da giovedì 4 giugno a venerdì 5 giugno entro le ore 12. Il risultato di questa sorta di asta di beneficenza confluirà nella raccolta fondi lanciata la scorsa settimana a favore dei profughi fuggiti da Mosul e i villaggi della piana di Ninive nel Nnord dell’Iraq la sorsa estate dopo l’avanzata delle milizie dell’Isis.

«Nell’ultimo anno, più di 125 mila cristiani sono stati costretti a fuggire dai loro villaggi solo perché hanno scelto di rimanere cristiani, rifiutando le condizioni imposte dall’Isis – spiega, il vescovo di Erbil, mons. Bashar Warda. – Hanno dovuto abbandonare i loro villaggi di notte, nell’oscurità. Molti di loro hanno percorso il loro personale Calvario per lunghe ore, dopo essersi lasciati alle spalle tutto tranne i vestiti che avevano indosso. Oggi abbiamo famiglie che vivono completamente grazie alla carità degli altri. Meno di un anno fa, quelle stesse famiglie vivevano nelle loro case, sostenendosi da sole, con entrate sufficienti o abbondanti».

Il 19 giugno, nel corso del suo viaggio in Libano e in Iraq, il cardinale Scola sarà ad Erbil, tra le tende che da quasi un anno ospitano decine di migliaia di profughi cristiani per portare loro la solidarietà della Chiesa ambrosiana.

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