Nella struttura che accoglie 300 ospiti e cura la riabilitazione di altrettanti, dopo la celebrazione l’Arcivescovo si recherà a far visita ai pazienti del reparto Stati neurovegetativi

di Nino PISCHETOLA

Istituto geriatrico Redaelli

Giovedì 13 marzo, alle 16.30, l’Arcivescovo, cardinale Angelo Scola, presiederà una celebrazione eucaristica presso l’Istituto geriatrico Redaelli (via Bartolomeo D’Alviano 78, Milano).

«Dopo la Messa che si terrà nel salone principale della struttura – anticipa il cappellano don Emanuele Ronco -, il Cardinale visiterà i pazienti del reparto Stati neurovegetativi. Si troverà di fronte persone in coma, anche da alcuni anni, con le funzioni organiche presenti, ma senza autocoscienza; hanno i parenti vicino e non lo avvertono, sono una ventina e ognuno vive un mondo a sé. Noto che la cura verso questi ammalati si sta dilatando e, anche se ormai la situazione è sotto controllo, si tratta di una delle “periferie” di cui parla papa Francesco e alle quali il cardinale Scola sta prestando molta attenzione nel suo ministero a Milano».

Quello degli Stati neurovegetativi è un settore di eccellenza dell’Istituto Redaelli, che però è conosciuto anzitutto per la casa di riposo (Rsa), che accoglie 300 ospiti, e per il centro fisioterapico riabilitativo, dove altri 300 anziani che hanno subito un’operazione trascorrono tre mesi di permanenza. C’è inoltre un hospice con 10 malati terminali sottoposti alla terapia del dolore.

Don Ronco, proveniente dall’ospedale di Merate, è cappellano da un anno. Collaborano con lui un diacono permanente e una religiosa francescana. «Giriamo letto per letto – spiega -, parliamo con gli ammalati e offriamo a tutti, credenti e non, una vicinanza umana e spirituale». Nella cappella dedicata alla Vergine Addolorata alla domenica e in tutti gli altri giorni si tiene alle 10 la Santa Messa. Gli ospiti sono accompagnati dai volontari dell’Unione Samaritana.

Molti anziani infatti non possono nemmeno muoversi e grazie ai volontari. che si alternano tutti i giorni e in tutti i reparti, a nessuno manca un sostegno e un po’ di vicinanza. Il responsabile di nucleo per l’Unione Samaritana presso l’istituto Redaelli è Massimo Marconi, che così presenta l’attività dei 159 volontari impegnati: «Con il passare degli anni incontriamo persone sempre più anziane e sempre meno abili, soprattutto dal punto di vista mentale. Cerchiamo comunque di avviare un dialogo e una relazione di aiuto, in modo da far percepire che qualcuno è vicino e dedica del tempo a conversare con loro. I volontari sono soprattutto pensionati. Ultimamente, alcuni giovani hanno partecipato al corso base per occuparsi degli anziani e speriamo che rimangano con noi».

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