Questa mattina in Duomo il cardinale Angelo Scola ha presieduto la celebrazione in occasione della solennità di Tutti i Santi

di Simona BRAMBILLA

pontificale ognissanti

«Con i verbi seguenti: conosciuti, predestinati, chiamati, giustificati, glorificati, in questa importante festa san Paolo descrive i connotati della santità oggettiva che noi riceviamo per la fede ed il Battesimo. Per il cristiano, in un certo vero senso, la santità non è un punto d’arrivo riservato a pochi, ma un punto di partenza di tutti. Un dono di Dio prima che una conquista dell’uomo». Con queste parole l’arcivescovo Scola commenta nella sua omelia l’Epistola di San Paolo. La sanità è appunto un dono Dio che interroga la libertà di tutti i cristiani. Ciò di cui ha bisogno l’uomo contemporaneo è una testimonianza personale e comunitaria, alla quale si può accedere solo attraverso la vita di fede, in particolare con la confessione. «Amici – ha continuato il Cardinale -, non abbiamo bisogno di censurare nulla, neppure il dolore e le prove perché siamo inseparabili dall’amore di Cristo. Questo è il paradosso cristiano che brilla sul volto dei santi di cui è ricca la nostra gloriosa Chiesa ambrosiana, dei santi sugli altari e dei tantissimi santi anonimi che tutti noi abbiamo incontrato e che io ho avuto modo di vedere con i miei occhi durante le visite nelle parrocchie, e nei luoghi della sofferenza e della cura, per citare gli ultimi due esempio in ordine di tempo: l’Istituto dei tumori e l’Opera San Francesco. Tanta infelicità che sembra attanagliare l’uomo post-moderno non deriva forse dall’aver smarrito l’umanissima strada della santità?». Una strada, quella di cui parla l’arcivescovo Scola, che si percorre solo con la fede in Cristo che giorno per giorno guida il cammino dei cristiani. «Una strada che non chiede necessariamente eroismi, ma solo realistico affronto dell’esistenza quotidiana in Cristo – ha proseguito -. La santità è la strada dell’umana riuscita: non solo di quella finale, ma di quella presente. Essa infatti dà senso cioè il significato e direzione al nostro pellegrinaggio terreno». Nella giornata della Santificazione universale erano numerosi i fedeli che questa mattina sono accorsi in Duomo per partecipare all’importante rito, molti di loro hanno seguito anche la celebrazione delle lodi mattutine che ha anticipato la messa. Durante il suo discorso l’Arcivescovo ha spiegato inoltre ai fedeli il significato profondo di questi giorni di festa. «La sapienza della Chiesa nostra madre ha fatto precedere bel Calendario liturgico la Solennità di tutti i Santi alla commemorazione dei defunti. È un modo semplice e diretto per aiutarci a superare il timore della morte che ci tieni talora schiavi. Non è più il caso, Gesù l’ha vinta per noi. Così il rapporto con i nostri cari già passati all’altra riva, che visiteremo nei cimiteri, non deve essere un nostalgico sguardo al passato perché è scambio vivo di affetti che si esprime nel presente e ci accompagna al comune destino di felicità, di santità, che ci attende se con umiltà cerchiamo di vivere sulla strada dei comandamenti».  

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi