In Seminario l'Arcivescovo ha celebrato la Messa di inizio anno e ha incontrato gli studenti del Quadriennio teologico, parlando della vita affettiva del sacerdote nell'esercizio del ministero

di Ylenia SPINELLI

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Ieri pomeriggio l’Arcivescovo si è recato a Venegono per incontrare gli studenti del Quadriennio teologico e per celebrare la Messa di inizio anno con tutta la comunità del Seminario. Un appuntamento molto atteso dai giovani che si stanno preparando al sacerdozio e dai loro educatori, che in questa occasione hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con il Cardinale.

Il tema che quest’anno Scola ha voluto sviluppare con i ragazzi è stato «La vita affettiva del prete nell’esercizio del Ministero». «Un tema strettamente legato con quello della sequela trattato lo scorso anno – spiega il rettore del Seminario, don Michele Di Tolve -. Infatti seguire Gesù come preti significa non smettere mai di amare e vivere pienamente l’affettività nella forma del celibato».

Il Cardinale ha sottolineato il fatto che la cultura odierna erroneamente pensa che, quando un giovane si consacra a Dio, smette di amare, ma la natura dell’uomo è quella di amare, donarsi e aprirsi all’altro. «Ci ha ricordato che la scelta del celibato è una scelta di totale amore a Cristo e ai fratelli», ribadisce don Di Tolve. Il Rettore aggiunge poi che Scola ha svolto un parallelismo tra l’amore degli sposi e l’amore del prete, mostrando diversi punti di contatto, proprio perché Dio ha creato tutti gli uomini per amare ed essere amati.

L’8 dicembre l’Arcivescovo tratterà lo stesso tema con i ragazzi del Biennio, poi consegnerà ai seminaristi un testo su cui lavorare durante l’anno con l’aiuto di educatori e docenti. Il 12 maggio 2015, in occasione della prossima Festa dei Fiori, tutta la comunità di Venegono si riunirà ancora attorno al Cardinale per fare il punto della riflessione.

Strettamente legato all’istruzione era pure il Vangelo della Messa di inizio anno, quello in cui Pietro domanda a Gesù: «E noi che abbiamo lasciato tutto per seguirti, cosa avremo?». Nell’omelia l’Arcivescovo ha ricordato ai seminaristi che il Signore dona loro una fecondità e una paternità nuova, ovvero i fratelli e le sorelle che compongono il popolo di Dio.

Nell’incontro avuto con il Rettore e i docenti, Scola ha invece riflettuto sul lavoro della scuola teologica di Venegono, puntualizzando di non separare mai lo studio dalla preghiera, dalla vita comunitaria e dalla pastorale.

La giornata si è poi conclusa con la cena e un momento di festa per salutare l’ex rettore monsignor Peppino Maffi e dare il benvenuto ufficiale al suo successore.

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