Il Cardinale ha presieduto la Celebrazione nella XXV Giornata del Sordo della Lombardia. Ai presenti, provenienti dall’intera sezione regionale, ha detto: «È un segno prezioso di civiltà il vostro desiderio di partecipare in forma associativa alla vita della società»

di Annamaria BRACCINI

Giornata del Sordo, Messa in Duomo

Alla vigilia della terza settimana dell’Avvento ambrosiano, il cardinale Scola presiede in Duomo l’Eucaristia nella XXV Giornata del Sordo della Lombardia, concelebrata da don Giorgio Del Vecchio, responsabile spirituale dell’Ens, l’Ente Nazionale Sordi e da monsignor Emilio Puricelli, rettore del Pio Istituto dei Sordi di Milano e assistente ecclesiastico lombardo.

In apertura della Celebrazione, tradotta nella lingua dei segni – LIS – da alcuni giovani diplomati, monsignor Puricelli ricorda il venticinquesimo e la prima Giornata celebrata proprio in Duomo con una Messa presieduta dal cardinale Martini. Tra le navate, accompagnati dai Gonfaloni delle dodici Sezioni provinciali lombarde, siedono quattrocento non udenti, tra cui, Marco Gallotti vicepresidente della Sezione Regionale.

«Il significato dell’Avvento si sviluppa a tre livelli», indica subito l’Arcivescovo, «aspettiamo, infatti, il Natale che celebra la grande decisione della Trinità di amare l’uomo sino alla fine e di salvarlo con la sua Misericordia, liberandolo dal peccato e dalla morte».

Poi, il secondo livello, o meglio, «la seconda venuta – quella che stiamo vivendo ora, attraverso Gesù che viene nell’Eucaristia – per arrivare al terzo, l’avvento glorioso di Cristo alla fine dei tempi, in cui le verità compiute della nostra fede come la morte, il giudizio, l’inferno o il paradiso diventeranno chiare a ciascuno».

«In questo quadro avete voluto celebrare in Duomo il XXV anniversario dedicato alla realtà della sordità che ho visto essere ben articolata e associata in Lombardia. È un bel segno di carità cristiana e di apertura solidale a tutte le donne e uomini del nostro tempo, che voi abbiate sentito il bisogno, dal 1932, di condividere la vostra situazione nella forma associativa».

Un segno di civiltà, continua il Cardinale, e che «per quanto riguarda la metropoli, è assai prezioso per la crescita della nuova Milano».

Nascono dalla liturgia – con la pagina del Vangelo di Matteo, la Lettera agli Ebrei e la Lettura del profeta Ezechiele – l’indicazione e la consegna, la prima relativa alla novità che Gesù porta nel mondo, espressa dall’Epistola con l’espressione “alleanza nuova” e dal Salmo con “popolo nuovo”.

«Ciò significa riconoscere che Dio ha voluto avere con noi rapporto da Padre a figlio. È bello toccare con mano la paternità di Dio che, in Gesù con il sostegno della Vergine, si pone come una grande consolazione per gli uomini, soprattutto quando si è nella prova fisica e spirituale».

È di fronte a tale paternità, sottolinea Scola, non “generica” o “astratta”, che occorre, tuttavia, dare la nostra risposta profonda, nella logica del Vangelo e delle parole del Signore, “Ecco mia madre e i miei fratelli, perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre” .

«Così Cristo allarga il valore della parentela, che non è più solo quella della carne e del sangue, ma deriva dall’avere in comune Gesù. Impariamo a trattarci tutti come fratelli, figli di un grande Padre celeste. È qui la novità cristiana, aspettiamo nell’Avvento, che questa nuova sonorità e fraternità si manifesti».

Da qui, l’auspicio: «La vostra Associazione arrivi fino alla radice di tale parentela, diventando così testimonianza della bellezza, della verità e bontà di seguire il Signore anche nella società complicata e addolorata di oggi. Più siamo nella prova è più dobbiamo testimoniare con forza una questa parentela».

E, prima della’abbraccio affettuoso che circonda per diversi minuti il Cardinale al termine della Messa, ancora un augurio per i non udenti, ancora riuniti, nel pomeriggio in “Cattolica”, per un Convegno di riflessione e, appunto, di testimonianza spirituale e scientifica, dal titolo “La parola ai sordi… in attesa di una Chiesa inclusiva”: «Buon cammino. Che la compagnia della Trinità, ricevuta nell’Eucaristia, sia con noi perennemente».

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