Sottolinea l’impegno nella preghiera, ma anche l’attenzione ai giovani e al sociale, don Giacomo Tagliabue, responsabile di Santa Maria Assunta e Santi Nazaro e Celso, nel presentare la prossima visita dell’Arcivescovo

di Alberto MANZONI

Don Giacomo Tagliabue

«L’impegno nell’educazione di ragazzi e giovani è fra le priorità della nostra comunità, anche attraverso iniziative concrete, così come avviene in tante realtà ecclesiali, e questo ci fa sentire uniti nello sforzo educativo dell’intera Chiesa ambrosiana». Pone l’accento sul futuro, cioè le giovani generazioni, il responsabile della Comunità pastorale di Santa Maria Assunta e Santi Nazaro e Celso, don Giacomo Tagliabue, mentre ci parla dell’imminente visita dell’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, a Paderno Dugnano sabato 18 gennaio, in risposta all’invito rivoltogli a incontrare la scuola cattolica “Don Bosco” nel suo trentesimo anniversario. Don Giacomo ha appena compiuto 75 anni, compleanno ricordato domenica 5 gennaio con una festosa e commossa partecipazione della Comunità alla Messa delle 10 e nel pomeriggio all’oratorio “San Luigi”.

L’Arcivescovo giungerà presso il Centro parrocchiale “Paolo VI” e, dopo essere stato ricevuto dal parroco in presenza delle autorità civili, si porterà nella chiesa parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso in Dugnano, dove alle 17.30 presiederà la Messa. Vi sono invitati in particolare gli allievi e le loro famiglie, il personale e gli altri collaboratori della scuola paritaria.

Don Tagliabue, come si accingono ad accogliere l’Arcivescovo le parrocchie di Dugnano e Incirano, la scuola “Don Bosco”, le comunità religiose e le altre realtà ecclesiali che operano sul territorio?
La presenza del Cardinale sarà significativa e gradita. Egli avrà la possibilità di vedere di persona, seppure in un breve lasso di tempo, la realtà della nostra comunità, mentre viene a completare le celebrazioni per il trentesimo anniversario della scuola cattolica. Questo “compleanno” è stato onorato, poco più di tre mesi fa, anche dalla visita del cardinale Angelo Comastri – strettissimo collaboratore del Papa e legato a me e alla comunità da antica amicizia -, che ha presieduto una solenne Eucaristia, concelebrata dal responsabile del Servizio diocesano per la Pastorale scolastica don Michele Di Tolve. Insieme ad altri sacerdoti – don Vittorio, don Jery, don Renzo e don Fabio -, ci sarà anche don Luca Parolari, diacono e prossimo prete novello 2014, che sta operando a Dugnano, Incirano e Calderara.

Qual è il volto di questa comunità che sabato accoglierà l’Arcivescovo?
È il volto di una comunità che prega. Ho chiesto ai parrocchiani che, come frutto dell’Anno della fede, ogni mattina ci siano almeno tre persone in adorazione davanti al Santissimo Sacramento. Dal 2009, anno in cui venne per la prima volta la Madonna Pellegrina del Santuario di Fatima – tornata nel giugno scorso -, la sera del 13 di ogni mese si recita il Rosario nella chiesa di Dugnano, con una costante partecipazione di fedeli. È anche una comunità che si impegna nell’educazione e nella catechesi: dovremmo fare un articolo apposta sui molti modi in cui si propone la fede e la dottrina cristiana, a partire dalle due scuole dell’infanzia e dall’oratorio fino al gruppo della Terza età. È poi una comunità che si dedica alla carità verso i poveri e i sofferenti, e cito almeno la Caritas – che con le altre porta avanti il Fondo Famiglia e Lavoro cittadino -, la San Vincenzo, le suore Carmelitane missionarie, il gruppo della Stazione Centrale, i volontari delle due case di riposo, oltre alle suore Antoniane polacche del “Ricovero Ferdinando Uboldi”.

Iniziative che vengono da lontano…
Certo: arrivando nel 2001 trovai tante attività avviate dal mio predecessore, don Giovanni Invernizzi, scomparso nel maggio 2002, a cui dobbiamo la costruzione del santuario dell’Annunciazione, che accoglie non solo le celebrazioni festive, ma anche le frequenti proposte a livello cittadino e decanale; a questo proposito cito la Marcia della Pace a partire dalle sette parrocchie con la Messa nel primo giorno dell’anno. E non posso dimenticare che l’attenzione ai migranti, ai senza casa e ai disoccupati, alle persone sole e a quelle che vivono situazioni di crisi familiare fa parte di una eredità che abbiamo ricevuto e cercato di mettere a frutto, con la collaborazione di tutti, nei limiti delle nostre capacità.

Parlando di povertà morali e materiali, possiamo dare uno sguardo anche alla situazione sociale della intera città?
Le problematiche legate alla crisi economica vanno oltre la situazione locale. Da noi ci sono alcune peculiarità: per esempio le questioni legate agli interventi infrastrutturali in vista di Expo 2015, come le opere riguardanti la Rho-Monza, – che preoccupano non poco la cittadinanza e anche i pastori d’anime – o le ripercussioni delle chiusure di fabbriche storiche avvenute negli anni scorsi, che hanno visto sacerdoti e laici adoperarsi per difendere anzitutto la dignità dei lavoratori coinvolti in queste dolorose vicende.

La presenza del cardinale Scola a Dugnano avrà anche elementi di attenzione al livello sovraparrocchiale?
Sì, dopo la celebrazione l’Arcivescovo incontrerà i sacerdoti del Decanato, che comprende anche Limbiate e Varedo.

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