Nel 60° anniversario della morte dell’Arcivescovo Beato (30 agosto 1954), alle Stelline un dibattito con la presentazione di una mostra fotografica e di un documentario filmato

di Annamaria BRACCINI

Il cardinal Schuster

Come interpretare la crisi che ancora ci attanaglia, imparando dal passato e traendone, al contempo, insegnamenti per il futuro? Come, di fronte ai timidi segni di ripresa – «piccoli germogli di primavera», li ha definiti il cardinale Scola -, immaginare nuove forme di sviluppo più sostenibile? Questi e molti altri interrogativi saranno al cuore del convegno-dibattito dal titolo “Alfredo Ildfefonso Schuster”, in programma martedì 27 maggio, dalle 15.30, a Milano presso il Palazzo delle Stelline (corso Magenta 62; info tel. 02.54122340).

Sarà infatti la figura del grande e indimenticato Arcivescovo oggi Beato, come esempio di un’azione orientata alla carità, a “legare” diversi aspetti di analisi storica e di approfondimento del presente, nel contesto del più complessivo tema, “Dalla ricostruzione postbellica alla crisi attuale. Linee di un Episcopato che ha ancora tanto da insegnare”.

In effetti molto c’è ancora da imparare, seppure siano trascorsi sessant’anni dalla morte del Cardinale (30 agosto 1954). Il convegno sarà così un’occasione privilegiata anche per presentare ufficialmente il docu-film inedito dedicato a Schuster, che ne ricostruisce la figura, tra testimonianze – due nomi per tutti, i cardinali Scola e Tettamanzi -, immagini dei luoghi schusteriani e approfondimenti. Oltre un’ora in Dvd, con la regia di Marco Finola, dei quali verranno proiettati alcuni stralci di circa 20 minuti, relativi proprio al momento della ricostruzione post-bellica, durante l’incontro cui interverranno il vicepresidente del Credito Valtellinese, Aldo Fumagalli Romario, il vicario generale, monsignor Mario Delpini, il direttore della Scuola di Economia e Management della Liuc – Università Carlo Cattaneo, Rodolfo Helg, Gianfranco Rebora, ordinario di Organizzazione e Gestione Risorse Umane sempre alla Liuc, e monsignor Ennio Apeciti, responsabile Ufficio per le Cause dei Santi. E tutto per delineare la possibilità di proporre un’economia e una finanza più umane, tentando di re-interpretare oggi, nello stesso spirito che animò il Cardinale, il desiderio di ripresa civile e sociale del Paese, attraverso alcune iniziative e scelte preveggenti che furono peculiari dell’episcopato di Schuster: dalla fondazione di Charitas Ambrosiana al suo decisivo sostegno nella riorganizzazione delle Casse rurali e per la nascita dell’allora Piccolo Credito Artigiano, al quale in breve si tolse l’aggettivo “piccolo” e che ora è incorporato nel Credito Valtellinese.

In tale orizzonte, basterebbe scorrere i principali interventi dello stesso “Benedettino prestato a Milano”, come fu chiamato questo grande Pastore, per rileggere il senso di un ministero che trovò nell’attività caritativa e assistenziale ragione di ispirazione e concretezza di intervento. Tutti i venticinque anni quasi esatti (meno una sola settimana) della sua permanenza in terra ambrosiana – dall’8 settembre 1929 al 30 agosto 1954 – costituiscono infatti, come si direbbe oggi, un’ininterrotta vicenda di “farsi prossimo”, radicata saldamente in una fede vissuta “con” e “per” la gente.

Come ben dimostrano le parole scritte dal Beato nella Lettera pastorale del 18 ottobre 1931: «La scuola della carità sarà per molte anime, particolarmente dei giovani, la miglior scuola di perfezione, perché ogni aumento di carità segna nell’anima un simultaneo progresso delle altre due virtù teologali: speranza e fede».

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