Messa con l’Arcivescovo nel quarto centenario di fondazione della parrocchia milanese vicina alla Bocconi. Il parroco don Umberto Caporali anticipa una novità: da gennaio una Messa dedicata agli universitari che risiedono temporaneamente in città

di Cristina CONTI

Umberto Caporali

Domenica 23 ottobre il cardinale Angelo Scola si recherà nella parrocchia milanese di Sant’Andrea (via Crema 22), dove alle 10.30 presiederà la celebrazione eucaristica domenicale. «La visita del Cardinale avviene in occasione del quarto centenario della fondazione della nostra parrocchia – spiega il parroco don Umberto Caporali -. Al posto di questa chiesa prima c’era quella di San Rocco, che si trovava appena dentro l’Arco di Porta Romana. Nel Settecento fu demolita e in sua vece si utilizzò la chiesa cimiteriale appena fuori Porta Romana. All’inizio del Novecento il cardinale Ferrari si fece promotore di una nuova parrocchia, che è quella attuale. Per un po’ di tempo, infatti, la parrocchia che oggi si chiama Sant’Andrea si è chiamata San Rocco in Sant’Andrea».

Come vi siete preparati per questo momento?
Abbiamo organizzato tante e diverse iniziative durante tutto l’arco dell’anno. La più importante è stata la realizzazione di un libro dedicato alla storia della parrocchia in questi quattro secoli, diffuso tra tutti i fedeli. Abbiamo poi dato comunicazione della visita dell’Arcivescovo, che viene ormai alla fine delle celebrazioni, poiché il 30 novembre, festa di Sant’Andrea, si concluderà l’anno dedicato all’anniversario.

Quali sono le caratteristiche della vostra parrocchia?
In passato questa è stata una zona poco popolosa, fuori dalle mura della città. Ormai invece è una zona in pieno centro. La vecchia generazione di anziani è stata in parte sostituita da nuove famiglie di censo superiore. Qui infatti i prezzi delle case – sia in affitto, sia in vendita – sono molto alti. Da un livello sociale medio si è passati dunque a uno più elevato. Poco lontano da noi, poi, c’è la sede dell’Università Bocconi e quindi la nostra parrocchia è molto ampia, con tutti i problemi di una realtà di questo tipo.

I giovani partecipano molto alle attività parrocchiali?
C’è un piccolo gruppo di ragazzi che fa parte della parrocchia ed è impegnato sia nelle attività oratoriane, sia in quelle caritative. Stiamo poi cercando di fare qualche iniziativa dedicata agli studenti fuori sede della Bocconi, che vengono qui da ogni parte d’Italia per frequentare le lezioni: ogni anno, quando iniziamo il giro delle benedizioni natalizie, ne incontriamo sempre tanti e per questo, a partire da gennaio, abbiamo deciso di organizzare una Messa domenicale dedicata proprio a loro. Sono infatti per lo più studenti fuori sede che rimangono qui tre o quattro anni e poi se ne vanno: non hanno una presenza continuativa, ma visto che sono tanti, è bello poter fare qualcosa per loro.

Gli anziani sono numerosi?
Sì, sono molti e sono molto radicati in parrocchia, perché vi abitano da tutta la vita. Formano un grosso gruppo che si ritrova il venerdì. Per ora sono una presenza forte.

E l’immigrazione?
Non è molto presente perché le case costano molto e gli stranieri non trovano spazi adeguati, se non raramente.

 

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