Si tratta di “Madonna con il bambino e San Giovannino” di Agostino Masucci, che sarà presto collocato nel Museo Diocesano. In corso la catalogazione del patrimonio artistico ecclesiale

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Questa mattina è stato riconsegnato in Curia dal nucleo dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Monza un quadro che era stato rubato nel palazzo Arcivescovile tra il 27 e il 29 dicembre 1990.

L’opera, una Madonna con il Bambino e san Giovannino del pittore romano Agostino Masucci (1690-1758) è stata rinvenuta dai militari del Reparto Operativo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Roma, durate un’operazione di sequestro di beni numismatici ordinato della Procura della Repubblica nella sede capitolina di un’importante Fondazione. Durante le operazioni di sequestro i Carabinieri hanno notato la presenza di alcune opere pittoriche esposte come arredi del palazzo della Fondazione e hanno potuto accertare che una di queste corrispondeva al dipinto di cui la Curia di Milano aveva denunciato il furto 25 anni fa.

Dall’indagine condotta è risultato che la Fondazione aveva acquistato l’opera, per la somma di 70mila euro, da un collezionista romano, il quale, a sua volta, l’aveva comprata da una nota casa d’aste internazionale nel corso di una vendita tenutasi a Verona nel 1992.

«Il ritrovamento è stato reso possibile proprio dalla catalogazione delle opere d’arte compiuto dalla Diocesi di Milano sul proprio patrimonio. Questo importante strumento ha consentito di inserire l’opera nella banca dati dei beni illecitamente sottratti del Comando per la Tutela del Patrimonio Artistico e ha permesso ai colleghi di Roma di dare un riscontro oggettivo ai loro sospetti», ha detto durante la conferenza stampa il capitano Francesco Provenza, comandante del Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Monza.

Il vicario episcopale per la cultura, monsignor Luca Bressan, ha annunciato che «proprio per valorizzare ulteriormente il grande patrimonio culturale e prevenire altri furti il catalogo sarà arricchito, con un censimento non solo dei beni mobili (quadri, sculture, arredi sacri) ma anche dei beni immobili, vale a dire i 3500 edifici di culto presenti in Diocesi. Un’operazione resa possibile grazie ad un finanziamento Cei».

Il quadro del Masucci è stato momentaneamente collocato negli uffici al secondo piano del palazzo Arcivescovile in attesa di essere destinato al Museo Diocesano dove si trova il resto della quadreria arcivescovile.

L’opera investigativa del Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Monza ha reso possibile anche il ritrovamento e la restituzione di tre dipinti (dei 15) sottratti il 2 agosto 2003 nella chiesa di S. Antonino Martire di Triuggio (MB) (nel box in alto a sinistra in allegato le foto).

«Spesso nelle chiese vengono trafugate opere anche di valore modesto scambiate per oggetti preziosi, tuttavia complessivamente i furti sono in diminuzione, anche grazie alle iniziative di prevenzione rese possibili da cataloghi e inventari sempre più accurati», ha detto l’architetto Carlo Capponi, responsabile Ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi di Milano.

 

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