Don Fabio Rosini sarà a Milano mercoledì 3 giugno alle 17.30 per presentare L’origine del sublime, il suo nuovo libro pubblicato da Edizioni San Paolo. L’incontro si terrà alla Libreria San Paolo di via Pattari 6. Con lui dialogherà Franco Nembrini. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti (info tel. 02.8056491; cell 366.6305729).
Sacerdote romano, biblista e docente alla Pontificia Università della Santa Croce, Rosini è una delle voci più ascoltate nel panorama ecclesiale italiano, soprattutto tra i giovani. Il suo lavoro di predicazione e formazione ha raggiunto negli anni un pubblico ampio, anche grazie a percorsi biblici e spirituali diffusi in Italia e all’estero.
Accolti non per come si è
Il tema, a prima vista, potrebbe sembrare alto, quasi distante: il sublime. Rosini però lo porta subito dentro la vita di tutti i giorni. Non parla di una bellezza da ammirare da lontano, né di un’esperienza riservata ai momenti migliori. La domanda è più concreta: che cosa impedisce a una vita normale di diventare mediocre?
Nel libro il punto di partenza non è una teoria, ma una ferita molto comune. Rosini scrive: «Hai paura della solitudine che ti prende?». Da lì descrive un meccanismo riconoscibile: pur di sentirsi accolti, stimati, cercati, si finisce a volte per modellarsi sui desideri degli altri. Si ottiene compagnia, forse anche approvazione, ma a caro prezzo. Perché non si viene accolti davvero per ciò che si è, bensì per la parte di sé che si è disposti a recitare.

Stare nelle cose
Per Rosini la mediocrità non è semplicemente una vita povera di grandi eventi. È una vita in cui il cuore resta nascosto, messo da parte, soffocato dalla paura di non essere amato.
Il sublime, allora, non è una fuga dalla realtà. È un altro modo di starci dentro. In un altro passaggio Rosini invita a essere «lì, nelle cose», sapendo che «tutto è sul bordo dello straordinario». Anche una malattia, un’umiliazione, una persona molesta, una stortura della vita possono diventare una soglia. Non perché il dolore smetta di essere dolore, ma perché la realtà può contenere più di quello che appare al primo sguardo.
A dialogare con lui sarà Franco Nembrini, insegnante, saggista ed educatore. L’appuntamento milanese non sarà quindi solo la presentazione di un libro, ma anche un confronto su una questione che riguarda tutti: dove comincia la bellezza dentro una vita ordinaria? Nelle cose riuscite o anche in quelle storte? Nei momenti luminosi o anche nelle fatiche che nessuno sceglierebbe?


