Dare voce a chi non ce l’ha nella società: questa la mission dell’emittente secondo il fondatore don Mario Galbiati. Si intensifica la collaborazione con la Diocesi, ne nasce una nuova con quella di Bologna

di Enrico VIGANÒ

Don Mario Galbiati

«Il palinsesto di Radio Mater di quest’anno si pone come finalità di “uscire”, di andare verso coloro che cercano Dio, che cercano la Sua misericordia e di dare ancora più spazio alle diocesi, alle associazioni e movimenti cattolici e soprattutto a quanti non hanno voce nella società: i malati, i poveri, i disabili, gli anziani»: così don Mario Galbiati, fondatore di Radio Maria prima e di Radio Mater poi, riassume gli obiettivi dell’emittente da lui fondata nel 1994.

Da novembre un’altra diocesi sarà presente in Radio Mater con una propria rubrica: il terzo mercoledì di ogni mese, alle 17.30, il giornalista Luca Tentori parlerà delle nuove povertà in diocesi di Bologna.

Con quella di Milano, invece, si intensifica ancora più la collaborazione già consolidata da anni: dal quarto venerdì di novembre la rubrica “La vita è una vocazione” condotta da monsignor Michele Di Tolve, rettore del Seminario di Venegono, passerà in prima serata (21-22.30), e vedrà la partecipazione dei diaconi e dei seminaristi. Un altro sacerdote della diocesi, padre Gianfranco Barbieri degli Oblati di Rho, ogni primo mercoledì del mese (ore 21), conduce “Gruppi di ascolto”, una rubrica a filo diretto con i Centri di Ascolto presenti in tutta Italia. Inoltre, già da settembre, il professsor Ambrogio Cozzi, psicologo, conduce ogni secondo venerdì, alle 21, “Chi è l’altro?”, una rubrica per riflettere sulle problematiche esistenziali e relazionali. Giacomo Bertoni, il terzo giovedì di ogni mese alle 11, conduce “Fotogrammi di vita” per sostenere i ragazzi e i giovani, ma non solo, nel rapporto con i mezzi di comunicazione, per imparare a scegliere i film adatti e i programmi televisivi. Infine “Ascoltare per credere” della giornalista Rita Salerno (il secondo venerdì alle ore 9,30), con interviste dirette ai protagonisti, ci fa “vivere” gli insegnamenti del Santo Padre.

 

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