Ricevuti con calore ed entusiasmo dalla comunità di “Nossa Sehora das Graças” a San Paolo, i giovani ambrosiani hanno visitato il centro creato dal Sermig che accoglie e assiste i senza dimora

di Valentina ANELLI
da San Paolo del Brasile

gmg 2013

Il nostro diario di una Gmg vissuta a migliaia di chilometri da casa – un racconto non facile, dato che emozioni e attese dei giovani ambrosiani riempiono il cuore – comincia all’aereoporto di Malpensa, dove ci imbarchiamo su un volo Emirates e decolliamo alla volta di San Paolo. Sei ore di viaggio per giungere a Dubai e poi la lunga transvolata dell’oceano fino al Brasile.

All’arrivo, dopo aver passato la frontiera e ritirato i bagagli, veniamo accolti da padre Ubaldo Steri, parroco di Nossa Sehora das Graças, la comunità che ci ospita. Volontari e famiglie ci aspettano nella parrocchia per una grande festa di benvenuto. Nonostante la stanchezza inevitabile, siamo colpiti e commossi dall’entusiasmo e dal calore ricevuto: con poco riescono a farci sentire parte della comunità. Canti e sorrisi ci accompagnano al salone dove riceviamo i pass e conosciamo le famiglie ospitanti, con cui ceniamo. Le piccole incomprensioni dovute alla lingua vengono simpaticamente superate grazie a un piccolo dizionario creato dai giovani volontari portoghesi per l’occasione. Al termine della serata padre Ubaldo e don Maurizio ci introducono alla giornata seguente e dopo la preghiera conclusiva raggiungiamo le case per il meritato riposo.

La nuova giornata inizia con la Santa Messa, celebrata dal nostro Vicario generale monsignor Mario Delpini, seguita da un confronto sul rapporto tra i giovani e la Chiesa. E poi, via alla scoperta di questa città che conta ben 11 milioni di abitanti, partendo dal suo centro economico, Avenida Paulista.

Il pomeriggio è dedicato alla visita dell’Arsenale della Speranza, gestito dal Sermig (Servizio Missionario Giovani). È un centro aperto nel 1996 tra le mura dell’antica Hospedaria dos Imigrantes, una struttura che sino agli anni Cinquanta ha accolto milioni di migranti provenienti da tutto il mondo. Ora si occupa dell’accoglienza e del recupero dei senza dimora, purtroppo sempre più giovani. Alla base del progetto c’è la convinzione che nessuno è tanto povero da non poter aiutare gli altri: anche gli emarginati ospitati, quindi, vengono coinvolti in iniziative di solidarietà con l’intento di restituire loro la dignità e una prospettiva di vita. A conclusione della giornata, infine, serata folkloristica sudamericana.

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