Nel 1954, al Santuario della Madonna del Bosco, il Patriarca di Venezia incoronò il simulacro della Vergine facendo le veci dell’Arcivescovo malato (sarebbe morto il giorno dopo)

di Nino PISCHETOLA

Volantino Giovanni XXIII Imbersago

A Imbersago (Lecco), sulle rive dell’Adda e di fronte alla Grigna e al Resegone, si trova il Santuario della Madonna del Bosco. Qui il 29 agosto 1954 il Patriarca di Venezia Angelo Roncalli incoronava il simulacro della Vergine e del Bambino alla presenza di oltre diecimila persone.

Il Beato cardinale Ildefonso Schuster, allora Arcivescovo di Milano amava questo luogo isolato e austero, dove è ancora custodita la sua camera, alcuni abiti e suppellettili. «Proprio l’allora Arcivescovo di Milano aveva deciso di ricordare con una celebrazione l’incoronazione della Madonna e del Bambino: la data del 29 agosto era già stata fissata – racconta l’attuale rettore, padre Giulio Binaghi -. Ma da Venegono, dove si era ritirato molto malato (infatti sarebbe morto il giorno dopo, il 30 agosto 1954), chiese al Patriarca di Venezia, in vacanza poco distante nel suo paese d’origine, Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, di rappresentarlo».

Fin da piccolo Angelo Roncalli visitava il Santuario. Durante il Seminario a Bergamo, per due anni venne in pellegrinaggio a piedi. Il 29 agosto 1954, dunque, tenne la cerimonia in cui il Santuario venne solennemente incoronato e negli anniversari di questo avvenimento continuò le sue visite. L’ultima risale a poco prima del Conclave che lo elesse Papa.

Nei primi giorni del suo Pontificato elevò il Santuario alla dignità di Basilica Romana. Da Papa non ci tornò più, ma manifestò più volte la sua devozione alla Madonna del Bosco. Per una solennità di San Giuseppe mandò un cero benedetto chiedendo che ardesse costantemente sull’altare della Madonna. Pochi mesi dopo morì.

Una grande statua, che guarda giustappunto alla valle dell’Adda e alla sponda bergamasca, lo raffigura mentre con una mano tiene il volume del Concilio Vaticano II e con l’altra invita i fedeli a salire la scalinata del santuario. Quattro metri di altezza, oltre 30 quintali di peso, poggia su un basamento di marmo offerto dalla Fabbrica del Duomo di Milano, adornato con bassorilievi che raccontano della sua vita in famiglia e del suo percorso religioso. La scultura, opera di Enrico Manfrini, fu inaugurata dal cardinale Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI. Recentemente è stata sottoposta a un intervento di pulitura: così risplenderà come nuova il 27 aprile, quando Giovanni XXIII verrà proclamato santo e anche Imbersago sarà in festa.

In preparazione, giovedì 24 aprile, alle 21, all’oratorio Paolo VI si terrà la proiezione del film E venne un uomo sulla vita di Papa Giovanni, per la regia di Ermanno Olmi (1965); la serata è promossa da Comune, parrocchia Ss. Marcellino e Pietro, Santuario, Pro Loco di Imbersago. Sabato 26 aprile, alle 18, Santa Messa festiva della Vigilia; a seguire, Veglia di preghiera in preparazione alla canonizzazione, adorazione con testi del Papa; alle 20 Vespero; il santuario rimarrà aperto fino alle 22.30. Domenica 27 aprile, alla Madonna del Bosco, ore 14.45, accoglienza della reliquia di San Giovanni XXIII, Santo Rosario e adorazione eucaristica commentati da testi di Papa Giovanni; alle 16, Santa Messa solenne di ringraziamento per la canonizzazione presieduta da monsignor Inos Biffi, Canonico teologo del Duomo di Milano.

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