Da lunedì 26 gennaio a domenica 1° febbraio, la rubrica «Il Vangelo di oggi» del sito della nostra Diocesi accoglie una novità significativa: il commento quotidiano al Vangelo è affidato ad alcune persone con disabilità, accompagnate e supportate da membri della Consulta diocesana comunità cristiana e disabilità.
L’idea nasce dal pensiero che tutti possano essere portati ad abitare ogni luogo fisico e simbolico della vita, a maggior ragione un luogo così bello come è quello del Vangelo e dell’opportunità di diffusione offerto dalla Diocesi. In modo lodevole in tanti cerchiamo le diverse modalità e linguaggi per far sì che la Parola di Dio giunga al cuore di ogni persona, comprese quelle che alcuni nostri linguaggi non li sentono o non li comprendono.
Ci si è domandati, tuttavia, se fosse possibile fare un passo ulteriore: domandare ad alcune persone con disabilità non soltanto di ascoltare la Parola ma di dire una parola che la interpretasse, che la facesse diventare carne per molti uditori. Ne è nato un percorso che non è stato soltanto bello, divertente, commovente e tanto altro: è stato letteralmente una scoperta che ha almeno in parte cambiato lo sguardo di noi che lo abbiamo accompagnato.
Ospitati e aiutati da Mirabilia Dei, cooperativa sociale che accoglie e accompagna persone con disabilità nell’arco della vita, abbiamo iniziato questo piccolo cammino di conversione. «Un cammino semplice, fatto di ascolto, parole spontanee e silenzi pieni di significato. Eppure, capace di cambiare profondamente il mio modo di leggere e sentire il Vangelo. Le persone con disabilità, nella loro semplicità e immediatezza, hanno un modo di accostarsi alla Parola che non segue i percorsi abituali. Non cercano ragionamenti complessi, non si perdono in interpretazioni astratte: vanno dritte al cuore. E proprio per questo colgono dettagli e sfumature che spesso sfuggono a chi è abituato a “sapere” già cosa il Vangelo dovrebbe dire» scrive Elisa, una delle persone che ha accompagnato il gruppo.
Inizialmente si percepiva la difficoltà di arrivare al dunque, di “tirare fuori” un commento al Vangelo del giorno che fosse pubblicabile secondo i canoni a cui siamo abituati. Dopo i primissimi incontri è stato sempre più chiaro che non avremmo mai avuto un classico commento ma avremmo ascoltato il Vangelo in una lingua diversa, nuova, probabilmente più diretta, più umana e più vera.
Così abbiamo filmato un gesto, una smorfia particolarmente significativa, una mano che scrive sul foglio una parola, un dito che indica per giudicare, un sorriso che perdona, un discorso estremamente più semplice dei nostri ragionamenti. Abbiamo filmato il Vangelo come non eravamo abituati a vederlo.
È proprio come dice Nora, ragazza con disabilità, quando commenta il vangelo della tempesta: «Gesù sale sulla barca con i suoi discepoli: mentre lui dormiva è arrivata una tempesta. I discepoli impauriti svegliarono Gesù perché avevano paura. Gesù calmò le acque e disse: perché avete paura e non avete fede in me? Quante volte ci capita durante le giornate di aver paura. Anche noi viviamo tante situazioni simili. Stiamo insieme ogni giorno, ci conosciamo tanto, e proprio per questo può capitare di litigare, di non andare d’accordo, di arrabbiarsi o di chiudersi. Ma anche se succede, restiamo insieme. E allora impariamo che per far calmare la tempesta bisogna provarci in un altro modo».
Così, lasciandoci guidare da questi sguardi essenziali e coraggiosi, scopriamo che il Vangelo continua a sorprenderci proprio quando impariamo ad ascoltarlo con un cuore nuovo, più fragile e infinitamente più vero.



