Sulla pagina web del Servizio diocesano un'ampia documentazione volta a sensibilizzare studenti e genitori ad avvalersi dell'Irc in sede di iscrizione all'anno scolastico 2014-2015 (scadenza 28 febbraio)

«La scuola è uno degli ambienti educativi in cui si cresce per imparare a vivere, per diventare uomini e donne adulti e maturi, capaci di camminare, di percorrere la strada della vita». Questa considerazione di papa Francesco introduce all’ampia documentazione che il Servizio diocesano per l’Insegnamento della religione cattolica ha messo on line sulla propria pagina web per sensibilizzare studenti e genitori a scegliere di avvalersi dell’ora di religione in vista della scadenza delle operazioni da effettuare per le iscrizioni all’anno scolastico 2014-2015 (28 febbraio).

A introdurre la documentazione è il messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, che rileva come, pur in un ambiente “laico” come la scuola pubblica, l’Insegnamento della religione cattolica abbia saputo collaborare «per la promozione dell’uomo e il bene del Paese». Segue poi una serie di lettere indirizzate a destinatari “mirati”.

La prima è quella che il responsabile del Servizio diocesano don Michele Di Tolve ha scritto a Decani, presbiteri e diaconi, per invitarli a «far comprendere a genitori e ragazzi l’importanza di frequentare l’Irc a scuola». Di Tolve sottolinea la «significativa crescita di interesse» delle famiglie e dei ragazzi a frequentare l’Irc fatta registrare negli ultimi quattro anni; richiama il recente incontro del mondo della scuola con l’Arcivescovo in Duomo; ricorda infine l’itinerario di incontri zonali «Perché nessuno vada perduto: quale scuola vogliamo?» in programma in questo periodo.

Nella lettera ai genitori don Di Tolve illustra le nuove procedure di iscrizione on line ed evidenzia il valore dell’Irc come «disciplina scolastica vera e propria» e «preziosa opportunità culturale ed educativa». Ai ragazzi delle scuole secondarie don Di Tolve descrive l’ora di religione come «un sapere come tutte le altre discipline», che «aiuta a trovare risposte ai grandi perché della vita». Per i bambini delle scuole primarie e dell’infanzia l’Irc è presentato attraverso una comunicazione illustrata, che reca la firma degli «insegnanti di religione cattolica della vostra scuola». Ed è sempre «l’insegnante di religione» a rivolgersi direttamente anche ai ragazzi che arrivano nelle scuole italiane provenendo da Paesi stranieri: tra loro, dai dati più recenti, risulta che oltre il 60% sceglie l’Irc, grazie alla competenza interculturale e interreligiosa dei docenti e alle nuove indicazioni nazionali stabilite dall’Intesa Miur-Cei del giugno 2012. Completano la documentazione un volantino che riassume sinteticamente motivazioni e modalità dell’adesione all’Irc e un breve filmato dal titolo «Una buona scelta», a cura di Paolo Dell’Antonio.

«L’ora di religione è uno strumento importante, che aiuta i ragazzi a capire più complessivamente che il “cosa farò da grande” implica innanzitutto il “chi sarò da grande” – aggiunge don Di Tolve -. Proprio per il patrimonio culturale di cui è portatrice all’interno del più vasto ambito costituito da tutte le altre discipline di studio, l’Irc si preoccupa essenzialmente di mettersi al servizio dei ragazzi, perché costruiscano la loro identità e arrivino a comprendere che per loro diventare adulti passa attraverso le loro scelte e le loro idee; in una parola, attraverso quello che imparano dalla vita. Per questo mi auguro che tutti gli studenti decidano di avvalersi di questa disciplina, perché sarà senz’altro utile per l’indirizzo complessivo della loro esistenza».

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