Le impressioni dei Vicari episcopali delle Zone II (Varese) e III (Lecco) dopo gli appuntamenti con l'Arcivescovo a Venegono ed Eupilio. Prossime tappe a Rho (13 dicembre) e Seveso (18 dicembre)

Cardinale Scola

È stato un momento intenso e sincero, e ha fatto scaturire un importante confronto offerto in un clima di reciproca e speranzosa fiducia, l’incontro dell’Arcivescovo con il clero della Zona pastorale III (Lecco), che si è tenuto a Eupilio venerdì 30 novembre. Il cardinale Scola aveva già “idealmente” desiderato questa occasione nella sua lettera pastorale Alla scoperta del Dio vicino, accolta e letta – da molti anche meditata – con affetto e fiducia. In essa ci sono pagine dedicate anche alla «fede dei ministri ordinati e dei consacrati/e», nelle quali ha voluto amorevolmente provocare cercando di illuminare quegli anfratti dell’animo, talvolta oscuri e irriconoscibili, in cui la fede si contorce in difficoltà, sofferenze e, soprattutto, paure. In quella profondità dove per i consacrati/e è decisivo ritrovare slancio e verità senza sconti o languidi annacquamenti.

«Ma è certamente decisivo quel tempo che si trascorre nel dialogo a tu per tu con il proprio Arcivescovo – racconta monsignor Maurizio Rolla, Vicario episcopale per la Zona pastorale III (Lecco) -: in questo modo è più possibile che si stemperino presunte distanze, inutili distinguo e, cosa molto utile, si riesce a concretizzare quel legame che dice coerenza ecclesiale rinnovandone il significato precipuo e, non ultimo, purificandone il mandato pastorale». L’Arcivescovo, infatti, ha tenuto a precisare subito che la categoria dell’incontro stava dignitosamente dentro quella di “Assemblea ecclesiale”: ore di qualità da cui trarre rinnovata stima e fraternità presbiterale (e non solo), a prescindere. «Nelle reazioni palesi dei sacerdoti e dei diaconi presenti – continua monsignor Rolla – mi è sembrato di ascoltare risonanze molto positive: senza, del resto, sottacere o sottovalutare quelle reazioni meno manifeste che potrebbe aver trovato qualche “pelo nell’uovo”. Ci sta. Il grazie, fecondo, all’Arcivescovo è scaturito, e si mantiene, spontaneo e profondo».

Il clero della Zona pastorale II (Varese) aveva invece partecipato all’incontro con l’Arcivescovo venerdì 23 novembre al Seminario di Venegono, partendo, anche in questo caso, dalle pagine della lettera pastorale sulla fede e sulle prove dei presbiteri. Dopo la preghiera e una brevissima introduzione del vicario episcopale monsignor Franco Agnesi si è subito entrati in argomento. «L’incontro si è svolto in un clima molto intenso e familiare – ricorda monsignor Agnesi -. Le riflessioni e le domande hanno toccato sia la dimensione della coscienza del prete che comunica il Vangelo attraverso le relazioni personali sia gli interrogativi che nascono dal cammino della nostra Chiesa impegnata nei diversi cantieri pastorali. L’intervento dell’Arcivescovo ha ripreso i fondamenti della scelta vocazionale, della comunione presbiterale e del servizio libero e generoso alla missione della Chiesa». Un sacerdote della zona ha così testimoniato dopo l’incontro: «Torno dall’incontro con un respiro ampio, con un’iniezione di speranza».

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