Un amico, oggi docente universitario, racconta il periodo nel quale Angelo Scola era responsabile di Gioventù Studentesca a Lecco

Romeo ASTORRI
Preside facoltà di Giurisprudenza Università cattolica di Piacenza

Angelo Scola

Gli anni del cardinale Scola a Lecco di cui parlerò in questo mio ricordo sono quelli della sua responsabilità in Gioventù studentesca (Gs). Vanno dal 1959, quando divenne responsabile del raggio del Liceo classico della città e l’anno successivo presidente di Gs di Lecco, e si chiudono nel 1965 quando fu chiamato a Milano per assumere una responsabilità nella Fuci diocesana. Furono gli anni delle mie scuole superiori e dei primi anni di università, anni che hanno segnato profondamente la mia vita e nei quali è iniziata la mia amicizia col nuovo arcivescovo di Milano e, insieme a me, quelli di una generazione di giovani cattolici lecchesi che passarono in quel periodo attraverso la stessa esperienza di riscoperta della fede cristiana e di amicizia con lui.

Il punto di vista di queste mie righe non è tanto quello di raccontare analiticamente le iniziative che videro, in quegli anni, intervenire l’attuale arcivescovo di Milano, quanto piuttosto di descrivere come cambiò la vita di un gruppo di giovani studenti e, intorno a loro, dell’ambiente che li circondava. Un’avventura che trovò nella sua compagnia e nella sua autorevolezza un punto di riferimento essenziale.

Vorrei partire in queste mie righe dal lavoro iniziato con tutti noi giovani studenti su un libretto «Gioventù studentesca. Riflessioni su di un’esperienza», che mutò, a mio avviso radicalmente, l’esperienza, peraltro già avviata e anche fiorente, della presenza di Gs nelle scuole superiori di Lecco. Del periodo che seguì l’attuale cardinale Scola fu protagonista non solo in quanto responsabile di quella comunità di studenti e stimolo delle sue iniziative e dei suoi incontri, ma come compagno autorevole nella vita e nella crescita di tutti noi. Alle iniziative già in atto, ricordo tra le altre un cineforum molto seguito e un giornale studentesco mensile, 12 e 30, trasformatosi ne Il Michelaccio a seguito della decisione di creare un giornale unico con le Gs di Varese, Gallarate, Busto Arsizio, Como e Sondrio. Se ne aggiunsero altre, mentre quelle che proseguirono si inserirono nel nuovo contesto derivante dalla maggiore consapevolezza di tutti noi.

Attraverso la riflessione su quello smilzo libretto maturò la coscienza che l’incontro personale con Cristo era un passaggio decisivo della nostra storia personale di fede e che la comunità d’ambiente era lo strumento perché «il richiamo cristiano arrivasse a tutti», in particolare ai ragazzi che in numero crescente decidevano di proseguire i loro studi. Da qui nacque una sempre più matura partecipazione agli incontri settimanali che si tenevano nelle varie scuole e il sorgere di una capacità di proposta culturale, caritativa e missionaria nuova la cui risonanza uscì ben presto dall’ambito scolastico per assumere una dimensione cittadina.

I gesti che contrassegnavano la vita del movimento di Gs, gli incontri settimanali e la costante preoccupazione di invitare i compagni, la decima, le gite, trovavano in una più matura e personale adesione alla fede cristiana il loro fondamento e diedero un impulso a iniziative che uscivano dal mero ambito scolastico. Solo per segnalare alcune di quelle che caratterizzarono in quegli anni Gs a Lecco, ricordo la caritativa che portò per alcuni anni gli studenti di Gs a fare catechismo e a condividere la domenica con i ragazzi dei vari paesi della Val Cavargna e della Val Solda, le iniziative culturali, che portarono a Lecco numerose personalità, tra cui alcuni autorevoli professori dell’Università cattolica e, infine, le iniziative missionarie, tra le quali ricordo l’incontro con alcuni vescovi africani presenti al Concilio, come l’arcivescovo di Yaoundè in Camerun, mons. Zoa, invitato dal prevosto di Lecco, mons. Assi, o l’attenzione per gli amici di Gs di Milano che erano andati a Belo Horizonte.

Nei primi anni ’60, insieme ad un gruppo di amici universitari e giovani laureati, fu tra coloro che trasformarono una piccola rivista mensile Presenza in un inserto dell’edizione del lunedì di un nuovo bisettimanale cattolico, Incontro Lariano, fondato per iniziativa dell’appena ricordato mons. Assi, come tentativo di offrire, nel contesto di quella trasformazione del cattolicesimo che, anche a Lecco, accompagnò gli anni del Concilio Vaticano II, un giudizio su una realtà in rapido cambiamento.

L’amicizia del cardinale Scola accompagnò anche chi tra di noi, dopo essere rimasto a seguire gli amici più giovani, entrò, su richiesta del prevosto di Lecco, a condividere con gli universitari della Fuci di Lecco, la vita di quell’associazione e quella dell’Azione cattolica giovanile, così come quelli che, in quegli anni hanno visto maturare una vocazione di servizio più diretto alla vita della Chiesa.

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