«Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te». È da queste parole che prende avvio il cammino spirituale proposto dal Santuario francese di Nostra Signora di Lourdes per il 2026, anno dedicato all’Annunciazione. Un invito a mettersi in viaggio non solo verso una meta geografica, ma verso un’esperienza profonda di fede, capace di toccare il cuore e rinnovare la vita.
In questo contesto si inserisce il pellegrinaggio, proposto dalla agenzia Duomo Viaggi, per il prossimo maggio. Due le formule, con volo da Bergamo: una di tre giorni (11-13 maggio) e una di quattro giorni (8-11 maggio). Tutte le informazioni sono reperibili sul sito dell’agenzia www.duomoviaggi.it. Si consiglia di affrettarsi, poiché i posti ancora liberi non sono molti.
Un cammino nel cuore dell’Annunciazione
Il 2026 segna l’inizio di un triennio spirituale che porterà i pellegrini a meditare sui grandi momenti della vita di Maria: l’Annunciazione, la Visitazione e il Magnificat, fino al 170° anniversario delle apparizioni nel 2028. Un percorso pensato per aiutare i fedeli a entrare sempre più profondamente nel mistero della Vergine e nel suo rapporto unico con Dio.
Andare a Lourdes quest’anno significa lasciarsi guidare dal sì di Maria, riscoprendo la forza di quell’eccomi che ha cambiato la storia. Il pellegrinaggio diventa così una soglia: non semplice spostamento, ma passaggio interiore. Un’occasione per fermarsi, ascoltare, pregare e rinnovare il proprio affidamento al Signore, ritrovando pace e orientamento nel cuore.
Un luogo di gioia e di grazia
Da più di un secolo e mezzo, la Grotta di Massabielle, le processioni con le fiaccole, l’acqua della sorgente, la Via Crucis e le celebrazioni eucaristiche rappresentano segni concreti di una fede vissuta comunitariamente e condivisa tra popoli e lingue diverse.
Qui la dimensione della sofferenza – spesso evidente nei volti dei malati e dei loro accompagnatori – si intreccia con una percezione diffusa di consolazione e speranza. Lourdes viene così riconosciuta come luogo della gioia evangelica, dove la grazia si rende tangibile attraverso gesti semplici e simboli accessibili a tutti. In questo santuario si sperimenta una fraternità spontanea, fatta di silenzi, preghiere e sorrisi che parlano più delle parole.
L’eredità di Bernadette
Al centro della storia del Santuario resta la figura di Bernadette Soubirous, la giovane a cui la Vergine apparve nel 1858. La sua testimonianza, improntata a semplicità e discrezione, continua a essere indicata come esempio di disponibilità e fedeltà. Non cercò protagonismo, ma si affidò con umiltà alla missione ricevuta.
Il nuovo triennio pastorale richiama esplicitamente questa dimensione: come Maria e come Bernadette, anche il credente di oggi è invitato a rispondere con fiducia, lasciandosi guidare nel proprio cammino di fede.



