Presieduta dall’Arcivescovo alle 11 nella Cappella feriale della Cattedrale. Alcuni cenni sull’Ordine e sul rito

di don Eugenio Penna
Assistente spirituale Ordo Viduarum Ambrosianus

Vetrata Duomo di Milano

Sabato 2 giugno, alle 11, nella Cappella feriale del Duomo, l’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, presiede la Benedizione delle Vedove.

Al lettore l’Ordo Viduarum Ambrosianus può suonare come una novità, ma non è così. La prima benedizione di due consorelle, da parte del cardinale Carlo Maria Martini, risale infatti al 19 ottobre 2000. L’Ordo Viduarum Ambrosianus è stato istituito nella nostra diocesi con decreto arcivescovile del cardinale Martini il 19 maggio 2002.

Attualmente è composto da 34 vedove benedette e 4 aspiranti. La benedizione avviene dopo due anni di discernimento e formazione spirituale. Le sorelle aspiranti sono accompagnate da un sacerdote – Assistente spirituale dell’Ordo – e da una consorella benedetta con cui instaurano un particolare rapporto individuale. La sorella incaricata di seguire le aspiranti è scelta in base a provate doti di intensità spirituale e specifiche capacità di dialogo e di servizio

L’incontro per le aspiranti è a Seveso, presso la casa parrocchiale dell’Assistente, nel pomeriggio di ogni terza domenica del mese. È importante che la sorella aspirante venga presentata all’Assistente Spirituale dell’Ordo dal suo parroco e dal suo direttore spirituale. Per la propria crescita e la verifica del cammino le sorelle benedette si incontrano ogni terzo mercoledì del mese presso l’Istituto delle Suore di Maria Bambina a Milano (via Santa Sofia 13). Ogni anno, a fine settembre, è in programma una settimana di Esercizi spirituali ai quali sono tutte espressamente invitate.

Il valore teologico e pastorale

Vocazione. La Chiesa ambrosiana riconosce nella vocazione della sorella benedetta, vedova, due realtà fondamentali: l’attesa nella speranza dell’Amore Eterno, e la certezza dell’incontro con lo sposo in Cristo.

Carisma. La vedova benedetta, purificata dal dolore per la mancanza dello sposo, ricerca e approfondisce il rapporto con “Gesù Cristo – Sposo” e sviluppa la coscienza di essere Chiesa e assumerne la missione. L’appartenenza all’Ordo la mantiene nella condizione di “laico” nel Corpo Mistico di Cristo, con il compito primario di testimonianza evangelica nella famiglia.

Resta il dovere di partecipare all’ apostolato promosso dalla Chiesa a cui appartiene (diocesi – parrocchia). Si è cercato di far sorgere una coscienza comunitaria di gruppo: la vedova appartenente all’Ordo deve ritenere la sua personale consacrazione non una realtà riguardante solo lei stessa, ma comune alle altre consorelle; insieme, infatti, costituiscono un corpo nella realtà ecclesiale in cui i vari carismi sono a servizio della missione della Chiesa.

 

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