Con la Festa d’apertura si apre l’anno che la Fom ha caratterizzato con lo slogan «Come Gesù». Il direttore don Marelli: «Atraverso relazioni significative possiamo fare cultura nel senso indicato dall’Arcivescovo»

di Mario PISCHETOLA

educatori in oratorio

Anche i ragazzi nei nostri oratori sono pronti a intraprendere quel «cammino di maturazione che porta a una nuova comprensione della realtà che veda Gesù come fondamento». L’invito dell’Arcivescovo nella nuova Lettera pastorale Educarsi al pensiero di Cristo si tradurrà, per l’anno oratoriano che si apre domenica 27 settembre, nello slogan «Come Gesù». «L’esperienza totalizzante dell’oratorio – spiega don Samuele Marelli, direttore della Fondazione Oratori Milanesi – può davvero aiutare le giovani generazioni e le loro famiglie ad assumere una mentalità nuova che si fonda sull’incontro con il Signore. La proposta “Come Gesù” non comporta lo sviluppo intellettualistico di un tema, ma il coinvolgimento in un’esperienza complessiva che riguarda insieme gli affetti e la ragione, la volontà e la corporeità». Tutto l’oratorio si metterà in gioco per essere luogo in cui accompagnare i più piccoli nella comprensione della realtà. «Nei nostri oratori – continua don Marelli – sentiamo forte la responsabilità dell’educazione alla fede, perché sia “scuola” di umanità, di servizio e quindi di santità. Il nostro punto di forza consiste nell’educare attraverso una serie di relazioni significative. Pensiamo che così l’oratorio possa fare cultura, nel senso che il nostro Arcivescovo ci indica».

Il punto di forza degli oratori oggi consiste nella continua tensione a coinvolgere sempre più persone per farsi carico insieme dell’arte dell’educare, partendo innanzitutto dalla propria formazione. Proprio la Festa di apertura degli oratori sarà per molte comunità l’occasione per celebrare il «mandato educativo» e dare dunque forma e inizio ai diversi itinerari. «Sostenere la formazione delle comunità educanti è uno degli obiettivi principali – sottolinea don Marelli -. Pensiamo in particolare a tutti i soggetti coinvolti nella cura dell’età della preadolescenza. Abbiamo previsto per gli educatori dei preadolescenti delle linee guida e stiamo mettendo a disposizione strumenti a sostegno di percorsi che prendano in considerazione tutto il vissuto dei ragazzi. La nostra cura principale sarà rivolta poi a quelle figure di coordinamento che si faranno carico della comunione fra i diversi educatori di una stessa comunità».

Il percorso di formazione per i coordinatori degli educatori dei preadolescenti è solo una delle novità presentate a tutti i referenti di Pastorale giovanile in un incontro svoltosi sabato 12 settembre a Seveso. «Puntare sulla competenza e sull’organizzazione non significa tralasciare le motivazioni e la passione – conclude il direttore della Fom -. Anzi, proprio chi educa deve innanzitutto “lasciarsi educare” e rinnovare la sua fede perché sia sequela e adesione a Cristo».

 

 

 

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