Presentato un primo censimento globale: sono 937 in tutta la Diocesi, aperti tutto l’anno, 7 giorni su 7, frequentati da 1 bambino su 3, sono anche luoghi di integrazione (il 91% vede la presenza di stranieri). Don Marelli: «Secondo le famiglie spesso il solo luogo di aggregazione per l’infanzia»

oratorio Appiano

Capillarmente diffusi sul territorio, ben attrezzati, con un’ampia gamma di attività che spazia dai percorsi di fede, allo sport, al teatro e frequentati soprattutto dai più piccoli. Sono queste le caratteristiche principali degli oratori della Diocesi di Milano secondo la ricerca “L’oratorio oggi” presentata all’Assemblea diocesana dei responsabili e degli educatori degli oratori, che si è svolta sabato al Centro pastorale di Seveso, la prima che presenta una radiografia completa degli oratori milanesi.

Gli oratori sono presenti nell’84% delle parrocchie della Diocesi di Milano, percentuale superiore alle media lombarda (75%). Sono frequentati mediamente da 212 tra bambini e ragazzi, un dato più positivo di quello degli oratori in tutto il territorio regionale (180).

I 937 oratori ambrosiani sono luoghi aperti in ogni periodo dell’anno e durante tutta la settimana: nella fascia pomeridiana il 65% prevede attività e quasi tutti, il 96%, la domenica. Possono contare anche su una buona dotazione di spazi, attrezzature, strumenti didattici. Nella stragrande maggioranza sono presenti aule per incontri, aree gioco, sale ricreative, impianti sportivi, saloni da 100 mq in su.

La ricerca ha evidenziato che vi si svolgono in media 11 diverse attività (dato in linea con la media lombarda): si spazia da feste, attività ricreative, formazione liturgica e spirituale, gite, pellegrinaggi.

In Diocesi l’oratorio è frequentato da 1 bambino su 3 tra i 6 e i 12 anni. Come succede nel resto dalle Lombardia la presenza alle iniziative oratoriane cala con il crescere dell’età, fino a giungere al 4% della popolazione tra i 19 e i 30 anni.

Gli oratori sono luoghi di integrazione: nel 91% degli oratori milanesi sono presenti ragazzi stranieri, in numero consistente: nel 50% degli oratori in numero superiore a 20 unità. Per loro sono pensate anche attività specifiche.

«Sono luoghi ricchi di attività e di strutture, conseguenza degli investimenti della Diocesi e dei nostri parroci, e anche molto vivi. Secondo le famiglie sono uno dei principali luoghi di aggregazione per infanzia, spesso l’unico. E sono soprattutto una festa della gratuità, se si tiene conto del grande impegno dei volontari laici, per lo più giovani, presenti», ha osservo don Samuele Marelli, direttore della Fondazione Ortatori Milanesi. 

Il volume si aggiunge all’omonimo lavoro d’indagine, realizzato in tutte le diocesi lombarde tra ottobre 2013 e marzo 2014 su commissione di Odielle (Oratori diocesi lombarde) e Fom (Fondazione oratori milanesi) dall’Istituto Ipsos, guidato da Nando Pagnoncelli e che ha rappresentato un vero e proprio censimento degli oratori in Lombardia.

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