Nel sessantesimo di fondazione, «quello che abbiamo fatto e quello che faremo» al centro dell’incontro all’Università Cattolica: un’occasione per riflettere sulla povertà diffusa, in senso economico, ma anche sociale ed educativo

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La Mensa di corso Concordia

Martedì 12 giugno, alle 11, all’Università Cattolica del Sacro Cuore (largo Gemelli 1, Milano), Opera San Francesco per i Poveri presenta il Bilancio Sociale 2018, un’occasione non solo per raccontare l’ultimo anno, ma anche per tirare le fila di questi primi sessant’anni di attività e per illustrare i nuovi progetti nati dalla profonda consapevolezza dei bisogni fondamentali di quanti si trovano in difficoltà.

Sono passati dunque sessant’anni da quando Fra Cecilio, artefice della prima mensa dei Poveri di corso Concordia, apriva le sue porte il 20 dicembre 1959; da allora Opera San Francesco per i Poveri è cresciuta molto e in tante direzioni, e continua a diffondere azioni di carità, diventando un luogo sicuro dove poter trovare rifugio dalle difficoltà e conforto alle proprie fragilità, ricevendo accoglienza e umanità.

Nel 2018 Osf ha distribuito 712.268 pasti, ha garantito 57.517 ingressi alle docce, ha donato 9.132 cambi d’abito ed effettuato 36.298 visite mediche, aiutando – tra uomini e donne – circa 25 mila persone, a maggioranza peruviani, italiani e marocchini, in gran parte uomini (oltre il 70%), in età tra i 25 e i 54 anni. Numeri importanti, sostenuti dal lavoro dei volontari – oggi oltre un migliaio, circa 230 dei quali medici – necessari per svolgere in modo efficace le attività di aiuto.

La storica Mensa di corso Concordia e la seconda Mensa nata nel 2017 in piazzale Velasquez ogni giorno distribuiscono un totale di 2.330 pasti. Al Servizio Docce accedono quotidianamente 223 ospiti e il Servizio Guardaroba garantisce 40 cambi d’abito al giorno (per un totale di 143.933 capi forniti dal Centro Raccolta). La sede di piazzale Velasquez è dotata anche di un Poliambulatorio, vero e proprio fiore all’occhiello, che eroga 156 visite giornaliere (per un totale di 36.298 prestazioni fornite) e dove si alternano i medici volontari assieme a otto infermieri, un operatore socio sanitario e nove assistenti alla poltrona; qui infine è anche attivo uno Sportello Distribuzione Farmaci che nell’ultimo anno ha distribuito gratuitamente 60.800 confezioni di farmaci.

Questi numeri importanti a sostegno di quanti sono in difficoltà sul territorio milanese hanno stimolato una riflessione più ampia sulla situazione della povertà in Italia, fenomeno in forte crescita, soprattutto dal 2008, e che riguarda in particolar modo le famiglie e i giovani, come emerge dall’analisi della sociologa Chiara Saraceno: 1 milione e 778 mila sono le famiglie che risultano in questa condizione e ancor più preoccupante è la povertà dei minorenni e dei giovani fino ai 34 anni, che supera quella degli adulti e comprende quasi la metà di tutti gli individui poveri (totale degli individui poveri 5.058.000 – 8,4% della popolazione, dati 2017). Povertà economica significa anche povertà educativa, che colpisce in gran parte i giovani di famiglie economicamente più svantaggiate, con poco capitale sociale e culturale. La povertà, infine, è sicuramente legata alla mancanza di lavoro, ma riguarda sempre più anche famiglie di lavoratori: madri sole, famiglie con tre figli e più in cui un solo genitore lavora. Fenomeno tristemente in crescita dall’inizio della crisi.

Questa analisi fa emergere dati preoccupanti soprattutto per i giovani, destinati a una mancanza di futuro. In questo contesto le azioni di Opera San Francesco assumono un valore importante grazie alla capacità e sensibilità di cogliere e soddisfare le mutate necessità dei poveri offrendo soluzioni sia ai bisogni primari, ma anche a quelli più complessi, dei quali si occupa concretamente l’Area Sociale. Infatti con i progetti di Housing Sociale e First si studiano per nuclei familiari e non solo una serie di azioni che comprendono l’inserimento abitativo temporaneo e gratuito e la costruzione di percorsi di autonomia personalizzati. Lo Sportello Lavoro poi supporta le persone che intendono riconquistare la propria dignità attraverso un impiego.

Il Bilancio Sociale di Osf diventa allora occasione per «una visita guidata alle fondamenta della città – come suggerisce l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini -. Si scopre dappertutto gente che dedica tempo, risorse e competenze per parenti e sconosciuti, e così la città diventa solidale, attenta ai più fragili, abitabile e rassicurante. Ma c’è troppa gente relegata in solitudine, troppe persone che si chiudono in un ghetto, troppi che cercano sicurezza nell’indifferenza e nell’isolamento. Le relazioni tra la gente e la speranza hanno bisogno di manutenzione straordinaria».

Le relazioni e la speranza, dunque, elementi vitali che possono crescere all’interno di «una comunità capace di tenere insieme le persone – sottolinea l’avvocato Giuseppe Guzzetti -. La povertà spesso si insinua come un grimaldello cattivo laddove non vi sono relazioni. Le comunità che abbiamo in mente sono luoghi, spazi condivisi, paesi, ma anche un piccolo cortile, dove le persone sanno ancora stare insieme e condividere anche i problemi, trovando aiuto quando hanno bisogno».

L’umanità al centro è la missione principale di Opera San Francesco di cui – ripercorrendo la storia – si intuisce da subito un forte legame con la contemporaneità, una profonda adesione alla vita reale e quotidiana, e una capacità di carità concreta che ha spinto da sempre i generosi benefattori a sostenerne il lavoro (Osf può contare su un contributo di oltre 100 mila donazioni annue, che arrivano da tutta Italia, dimostrando come il sostegno alla povertà e all’operosità francescana siano un bene – per tutti – da proteggere e difendere.

«Questo bilancio raccoglie non solo numeri, ma mostra soprattutto il lavoro che è stato fatto grazie al sostegno di tutti e ci pone con drammatica urgenza davanti a nuove sfide, pensando soprattutto all’aumento della povertà delle famiglie a Milano come in Italia. Come sempre guardiamo ai più deboli, cogliendone il disagio per offrire loro non solo sollievo, ma anche speranze concrete per una convivenza e un inserimento possibile nella comunità. Per il futuro prevediamo, infatti, di ampliare e aggiornare il nostro sistema di assistenza – afferma Fra Marcello Longhi, che ha raccolto l’eredità di Padre Maurizio Annoni alla guida di Osf -. Lavoreremo in primo luogo sui bisogni essenziali ampliando il Servizio Guardaroba e ristrutturando le Docce, per intervenire poi in maniera più complessa sul potenziamento degli alloggi e dei servizi sociali, per offrire riparo in primo luogo, ma anche per alleviare le tante solitudini; un impegno significativo per la nostra attività di solidarietà segnata da un profondo sentimento di speranza, che accenda l’intelligenza e generi buone pratiche per continuare a essere promotori di un umanesimo integrale ispirato a San Francesco d’Assisi».

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