Redazione

L’attenzione delle nostre parrocchie al mondo dei mass media non è cosa nuova. Il progetto “Ora tv”, però, è davvero originale perché punta sui ragazzi, in particolare gli adolescenti, come protagonisti del “fare” comunicazione, e non soltanto come fruitori.

di Stefania Cecchetti

Parrocchia e media. Un connubio che non si ferma ai cineforum e alle conferenze su Internet, ma che sta cercando nuove e originali strade per esprimersi. Provate a chiederlo ai cineoperatori in erba coinvolti nel progetto “Ora tv”, proposto dal Forum oratori italiani (Foi).

Ce ne parla don Michele Di Tolve, sacerdote dell’oratorio San Domenico Savio a Cassina de’ Pecchi, una delle parrocchie “pilota” del progetto: «Il Foi, sulla scorta delle riflessioni proposte dalla Chiesa italiana sul tema delle comunicazioni sociali (soprattutto da “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia” in poi), ha lanciato una provocazione: in genere noi subiamo la tv, che viene “fatta” da altri, perché non formare operatori televisivi che facciano una televisione degli oratori per gli oratori?

Il progetto, affidato all’Agio di Bologna, prevede vari livelli. Prima fase: sono stati individuati 50 oratori italiani con cui partire, 7 dei quali ambrosiani, che sono stati dotati di attrezzature per proiettare i filmati (schermo, videoproiettore, lettore Dvd). Seconda fase: ciascun oratorio ha scelto 7 adolescenti, con il rispettivo educatore, e li ha “spediti” a Bologna dove, presso gli studi dell’Antoniano, anno seguito un corso per cineoperatori».

Inutile dirlo, ma l’esaltazione di questi ragazzi, nel cimentarsi con macchine da presa professionali e montaggio su computer, deve essere stata grande… «Infatti – conferma don Michele -, anche se la cosa più interessante, secondo me, non è stata tanto la parte tecnica quanto quella più teorica sulla relazione che si instaura tra operatore, soggetto intervistato e destinatari della comunicazione».

Alla fine del corso, certificato di frequenza alla mano, i ragazzi sono tornati alle rispettie parrocchie dotati di computer per i montaggi e di cinepresa professionale. «Adesso – prosegue don Michele – ogni oratorio può produrre del materiale, lo manda a Bologna già montato, il materiale viene esaminato, corretto e poi entra a far parte di un Dvd che viene spedito agli altri 49 oratori del progetto». Praticamente una tv a circuito chiuso, che nella seconda fase dell’iniziativa dovrebbe allargarsi da 50 oratori a 200 e poi a 600. E via via, fino a varcare i confini del mondo oratoriano: Raisat ragazzi e Sat2000 si sono già dette interessate a valutare il materiale per un possibile inserimento nei propri palinsesti»

A volergli trovare un difetto, questo progetto manca di un finanziamento: «Attualmente le spese sono tutte a carico del Foi – spiega don Michele -, l’attrezzatura ci è data in comodato d’uso, fra due anni potremo rilevarla a soli 50 euro. In cambio, però, abbiamo l’obbligo morale di lavorare…». Pronti via: i ragazzi di Cassina de’ Pecchi hanno già filmato numerosi eventi, oratoriani e non: «Per esempio – racconta ancora don Michele – gli spettacoli della nostra scuola di teatro per bambini, oppure la visita del cardinal Tettamanzi in occasione del meeting adolescenti. Ma anche cose del tutto “laiche”, come un incontro svoltosi a Cassina, a cui hanno partecipato famosi piloti di Formula Uno, sulla sicurezza nelle strade».

Insomma, un’esperienza decisamente positiva: «I ragazzi hanno un proprio spazio, il “centro televisivo”, facciamo una riunione di redazione ogni tanto, cui partecipo io insieme all’educatore, ma per il resto si autogestiscono perfettamente. Dovreste vedere con quanta cura e con quale capacità maneggiano strumenti sofisticati e delicati come quelli».

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