Su Zoom la serata di preghiera per i giovani organizzata da Ac e Fuci in vista del Triduo pasquale. Al centro la scrittrice olandese vittima dell’Olocausto

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La Notte degli ulivi è ormai un appuntamento immancabile per i giovani soci dell’Azione cattolica e per gli studenti della Federazione universitari cattolici (Fuci) della diocesi di Milano. E non si ferma neppure in tempo di pandemia. Il mercoledì della Settimana santa, ogni anno, in tarda serata, veniva proposta la suggestiva salita a piedi all’Eremo di San Salvatore, sopra Erba, con un percorso meditato sulla Passione. A causa delle restrizioni contro il Covid-19, per il secondo anno consecutivo l’evento si svolge solo online, rinunciando alla salita all’eremo che, per la presenza della tomba di Giuseppe Lazzati – ex deportato in Germania, deputato della Costituente, presidente dell’Azione cattolica e rettore dell’Università cattolica – è un luogo molto caro all’Ac ambrosiana.

L’appuntamento è per mercoledì 31 marzo, alle 21, per una preghiera sulla piattaforma Zoom che ogni iscritto all’evento potrà seguire anche su un sussidio inviato per tempo tramite posta elettronica. «Non potremo condividere le consuete tappe in cammino, stile Via Crucis – spiega Sofia Germinario, responsabile diocesana dei Giovani dell’Azione cattolica -, ma saremo uniti dalle parole della forte testimonianza di Etty Hillesum ripercorrendo passi del suo Diario che farà da filo rosso alla meditazione. Sarà un’occasione per pregare insieme e per affrontare la tematica chiave della resilienza».

Etty Hillesum è una figura di grande complessità e fascino spirituale. Giovane intellettuale olandese, ebrea, subì la persecuzione nazista e morì nel campo di concentramento di Auschwitz all’età di 29 anni. Ci ha lasciato un Diario di straordinaria intensità mistica, pubblicato solo negli anni Ottanta, che l’ha resa nota in tutto il mondo. Molto famoso il passaggio nel quale scrive a proposito di Dio nell’orrore della shoah: «Cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso promettere nulla. Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te, e in questo modo aiutiamo noi stessi. L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l’unica che veramente conti, è un piccolo pezzo di Te in noi stessi, mio Dio».

«Tradizionalmente si saliva all’Aremo di Erba avvolti nel silenzio e nel buio della notte e della natura, e ciò rendeva l’esperienza assolutamente unica – ricorda Sofia De Giorgi, referente del gruppo Fuci di Città Studi -. Quest’anno parteciperemo alla veglia ognuno da casa propria, ma ugualmente con l’intenzione nel cuore di vivere questo momento nella condivisione. Stiamo vivendo tutti un momento storico e sociale difficile, e anche queste piccole iniziative possono rigenerare e far bene». Dello stesso parere è Federico Vivaldelli, tra i referenti del gruppo Fuci dell’Università Cattolica: «La Notte degli ulivi è come un checkpoint: il momento ideale per riflettere sul cammino quaresimale fatto finora e il tempo propizio per scegliere di vivere a fondo il Triduo, sull’esempio di Gesù che – lui sì – ha vissuto fino in fondo quei giorni. È da consigliare, per qualunque giovane voglia partecipare, questa veglia vissuta in compagnia di altri giovani in cammino, illuminati dalla testimonianza di chi ha scelto di lasciarsi guidare dalla Spirito».

La partecipazione è aperta a tutti i giovani interessati, ma occorre iscriversi a questo link.

Info: www.azionecattolicamilano.it/.

 

di Francesca Bertuglia

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