Dopo una breve processione dal prospiciente oratorio, dove il cardinal Scola era stato accolto da bambini, ragazzi, giovani e da molti genitori e dove ha benedetto la nuova costruzione dell’oratorio Sacer, è stato accolto in chiesa dai diversi gruppi di anziani di Cernusco e provenienti dei vicini paesi della Zona Pastorale VII.
All’inizio dell’omelia il cardinale ha ricordato il fatto di cronaca appena successo: “Carissimi sorelle e fratelli dobbiamo in questo momento rivolgere il nostro cuore e la nostra mente alla tragedia che si è consumata a Brindisi. Affidiamo questa giovane vita al Signore, preghiamo per i feriti, siamo vicini al dolore della città” E poi un invito accorato che supera ogni confine e distanza “Affidiamo il nostro Paese alla Vergine Santissima ed impegnamoci ad uno ad uno perché si affermi il bene e non prevalga nella nostra Italia la violenza e che ci sia impegno personale e comunitario per la vita.”
Questa è stata la seconda volta che il Movimento Terza Età della diocesi ha avuto la gioia di incontrare il cardinal Angelo Scola e proprio ad un giorno dall’anniversario di morte del cardinal Colombo, scomparso a Milano il 20 maggio 1992. Una sottolineatura ricordata dal cardinal Scola anche durante l’omelia con altre due date significative: 120 anni dalla nascita -6 dicembre del 1902- e 50 anni di ingresso in diocesi nel prossimo 2013. “Tutte provvide occasioni nel suo ricordo, oltre alla filiale pietà nel fare memoria e pregare per lui”, come è ricordato nel Cantico dei Cantici, la prima lettura della messa, e richiamando poi il Vangelo di Giovanni “Possiamo riconoscere che la vita di Giovanni Colombo è stata profondamente innestata nella vite, e ha portato molti frutti in numerose vigne.”
Immediato è stato il riferimento concreto all’Università della Terza Età voluta con profetica intuizione proprio dal cardinal Colombo negli anni Settanta e definita da Scola come “forza e motivo nell’ultima e feconda stagione della sua vita”. E ancora in riferimento al suo predecessore sulla cattedra di S.Ambrogio: “E’ stata una speciale vocazione e missione nella Chiesa l’ aver dedicato anche l’ultima porzione della vita al servizio della Chiesa” ricordando ai presenti tutto lo slancio e la passione per offrire agli anziani occasioni di incontro proprio attraverso le lezioni di letteratura italiana. Scola ha anticipato che verranno pubblicate antichi studi ed alcune lezioni tenute su Tasso, Leopardi e Manzoni.
Quasi da esempio, più che da monito per i presenti, è stata indicata una strada da seguire mettendo in luce alcune doti di Giovanni Colombo negli ultimi anni della sua vita: “Una tenace volontà di reagire, di non abbattersi, e la disponibilià ad assumere i numerosi impegni oltre le sue possibilità e le sue forze.”
E verso la fine dell’omelia Scola ha aggiunto altri spunti di reflessione: “Il crescere non è un passaggio cronologico della vita che concede la lunghezza di giorni e di anni, pur attraverso fatiche e dolori, ma è un passare del tempo nell’intelligenza docile per rendere feconda la nostra esistenza. E’ un crescere nella comprensione del Vangelo” donandosi e “trafficando fino alla fine i nostri talenti, maturando nella sapienza del cuore, magari anche quando si resta infermi e si può offrire la nostra vita.” Sull’esempio del cardinal Colombo il dono del tempo diventa un concreto richiamo per tutti:”Se doniamo noi stessi guadagnamo un anticipo sull’eternità!”


